La rivoluzione di Sarri / Morire per Danzica, morire per Saponara

La rivoluzione di Sarri / Morire per Danzica, morire per Saponara

W l’Urss / L’Unione delle repubbliche socialiste sarrite (ispirato dalle cronache vere dei quotidiani di questi giorni)

1) Sala della Purezza e della Napoletanità (ex bagno e antibagno del Chiattone a Castel Volturno). Verbale della riunione del Politburo da diffondere ai valorosi condottieri della penna rossa, a partire dalla Pravda del Mattino Radioso. Il Politburo dopo la rituale invocazione orante d’introduzione alla nuova fulgida era sarrita (“Mai più Champions League, mai più Europa League, viva l’ottavo posto”) ha dato la parola al Compagno Allenatore. Il Compagno Allenatore, in collegamento dal treno della rivoluzione, il regionale Empoli-Firenze, ha imbullonato al tavolo proletario della discussione l’imperativo rosso della settimana che si apre: «Compagni, nel 1939, quando il nazismo invase la Polonia, il seme del dubbio reazionario e borghese s’impadronì del socialismo francese e un compagno si chiese: “Vale la pena morire per Danzica?”. Noi non dobbiamo commettere lo stesso errore e sterminare la cultura del punto interrogativo. Sì, per noi è necessario: dobbiamo morire per Saponara».

2) Ha continuato il Compagno Allenatore: «Acquisire Saponara alla rivoluzione del comunismo sarrita è cruciale, così come fu decisivo per il Compagno Lenin conquistare il Palazzo d’Inverno. Saponara è fondamentale per la conquista dell’Ottavo Posto e noi siamo disposti a qualunque sacrificio, anche in termini di vite umane, grazie ai numerosi prigionieri delle precedenti gestioni deviazioniste. Se martedì la situazione dell’assedio a Saponara non darà frutti proletari, sacrificheremo Uvini, Radosevic ed Henrique. I tre saranno portati in piazza del Plebiscito e bruciati vivi sul rogo della speranza al grido “O Saponara, o morte”. Se ciò non dovesse dare ancora i frutti proletari che speriamo, Mesto, Vargas, Inler e Britos saranno caricati su una Fiat Duna e fatti esplodere nel campo di Castel Volturno. I crateri che si formeranno saranno utili per l’espletamento dei bisogni umani dopo l’abbattimento del bagno e dell’antibagno del mio predecessore schifosamente Obeso». 

3) A questo punto ha preso la parola il Compagno Presidente, che ha annunciato l’inno nuovo del Napoli: “Sarry”. Sarà una cover di “Sally” di Vasco Rossi e i Compagni Intellettuali del Nuovo Corso Sarrita sono già da giorni impegnati nella stesura del testo. Confermato però un verso originale della canzone: “Sarry è stato già punito per ogni sua distrazione o debolezza”. Il Compagno Presidente ha quindi dato la parola al Servizio Segreto Sarrita (SSS). Il Compagno Agente preposto al controllo del nemico ha divulgato un’inquietante notizia: “Il 21 giugno scorso, al Rione Alto, si è tenuta una riunione clandestina ed eversiva della setta minoritaria dei rafaeliti. Ecco il resoconto”.

4) Resoconto della riunione dei rafaeliti, fatta trovare in un cestino dei rifiuti in piazza dei Martiri: «Il 21 giugno, in occasione della prima apparizione ufficiale del Maestro a Napoli, i prediletti del Maestro si sono ritrovati per proclamare la sua Resurrezione in terra ispanica. Il Maestro è quindi apparso loro, su una nuvola di paella alla Valenciana (quella tradizionale con pollo, carne di maiale e crostacei). Un discepolo è svenuto per l’emozione. Un altro gli ha rivolto la parola: “Maestro abbiamo Sarri ma sta sempre zitto, sembra un fantasma”. Ha risposto il Maestro: “Sarri chi? Qui sono impegnato a capire dove devo mettere Bale e Cristiano Ronaldo”. Il discepolo parlante: “Maestro come finirà?”. Il Maestro: “Beati voi perché sarete perseguitati per colpa mia e nel nome del sano provincialismo, ma abbiate fede. Qui a Madrid sarà grande la ricompensa per tutti voi”». (5/continua)
Zdanov  (immagine del compagno Domenico Catapano)

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