Passatemi un attimo Higuain al telefono, grazie

Passatemi un attimo Higuain al telefono, grazie

Stamattina avrei avuto bisogno di comprare un quotidiano sportivo, per documentarmi sulla partita, fino alla sveglia non conoscevo nemmeno il risultato. Riflettendo, però (ammesso che si possa riflettere alle sei del mattino), sulla parola documentare, mi sono reso conto di come fosse meglio consultare Facebook che la Gazzetta, è cominciato così il mio sesto lunedì senza Mimmo Malfitano, del quale non avverto alcuna mancanza. Ne sono fuori.

Volevo ritornare, giusto per qualche battuta, insieme a voi sulle canzuncelle che ci cantano contro: uagliù noi a questa gente la dobbiamo aiutare, diamo loro una mano. Non possiamo lasciare che tutte le settimane si producano nell’elogio dell’assenza di fantasia (e di intelligenza). Mettiamoci, ognuno di noi, non ci vuole tanto, due o tre minuti, magari mentre ci prendiamo il caffè, e scriviamole quattro canzoni contro noi stessi, poi le depositiamo alla SIAE. Prima delle partite, davanti agli stadi, distribuiamo i foglietti con i testi alle chiaviche avversarie, loro si sfogano, a nuje nun ce ne fotte proprio e ce facimme ‘na cosa ‘e sorde. Pensiamoci.

Mi è mancato Britos. Come sta? Tutto a posto? Ho saputo, da uno dei soliti bene informati, uno di quelli che sanno le cose di spogliatoio, che sono a conoscenza di tutte le indiscrezioni, che i magazzinieri, certi dell’assenza perpetua di Zuniga, avevano venduto tutte le divise sociali del buon Camilo. Non potete immaginare il caos, la cosa si è scoperta soltanto nel primo pomeriggio di domenica. Tutto lo staff è stato sguinzagliato per la città in cerca di un completino per il ragazzo. Niente, stavano tutti chiusi. Alla fine, scarta scarta, niente a Forcella, niente a Porta Capuana, niente a Fuorigrotta, a trovare una divisa adatta, col calzettone bucato sul ginocchio, è stato Mesto, su una bancarella dietro Via Toledo. La maglia, però, essendo stata appena sfornata mancava del secondo sponsor. Il venditore si è giustificato: «Dotto’ che volete, a casa mia siamo fedeli a un’altra marca di pasta». Mesto non si è perso in chiacchiere (si perde solo sulla fascia) e ha risolto il problema. Ha preso due rigatoni e li ha cuciti sulla maglia di Zuniga. Camilo non ha fatto obiezioni, avendo lui dimenticato come sia fatta la divisa originale.

Leggo il risultato: 2 a 2. Avverto una tale puzza di bruciato, una punta di incazzatura da vittoria mancata, che non avete idea. In treno mi guardo intorno per controllare se qualcuno abbia acceso una sigaretta. A Padova sale uno con la Gazzetta, sbircio e capisco che l’abbiamo buttata via. Mi leggo, su Il Napolista, l’articolo di Mimmo Carratelli che mi riconcilia col giornalismo sportivo, ma mi fa salire il sangue al cervello. Com’è possibile buttare al vento una partita dominata? Sprecare così tante occasioni e farsi rimontare due gol da quella squadra arrangiata che è l’Inter di questo periodo? Stanchezza, a quanto pare, è possibile. Il Napoli ha giocato giovedì, l’Inter no, ci può stare. Se vogliamo, però (decidiamoci), raggiungere la Roma che pareggia dagli anni ottanta o resistere al ritorno della Lazio, che vive un ottimo momento di forma, certe partite le dobbiamo vincere, vabbè, questo è un discorso vecchio.

Passatemi un attimo Higuain al telefono, grazie. Gonzalo mio, fratello, che tieni una faccia da napoletano come pochi, quell’aria da cazzimma da vero argentino, ma possibile che tu, ultimamente, prima di segnare un gol ne devi sbagliare due o tre? Ma chi ti credi di essere, De Guzman? Jamme Bell’. Pareggio o non pareggio, io il cornetto della settimana lo dedico al capitano, che ha fatto un partitone. Un cornetto Hamsik e un caffè, grazie.

Ho saputo che con Sky parleremo solo se ci mandano un momento Mauro negli spogliatoi. Lasciatemi, poi, ringraziare i miei amici juventini (alcuni di loro) che leggono continuamente questi articoletti solo per controllare se sfotto i bianconeri. Ragazzi, grazie, ma non siete il centro del mondo. L’egopatia si può curare. Credo di aver parlato più spesso del Chievo che della Juventus, per dire. Vabbè, riposiamoci, giovedì si gioca di nuovo. Britos, ti voglio bene.

Note a margine:

–  Ho comprato una bottiglia di Champagne per quando Callejon tornerà al gol.

–  Ne ho comprata un’altra per quando il treno arriverà in orario.

–  Non ho più notizie di Behrami, sono preoccupato.
Gianni Montieri

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