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Anno 2050, il presidente De Marzianis segue l’esempio di un certo Lotito

Dovremmo leggercelo tutti il pezzo di Salvatore Merlo su “Il Foglio”, disponibile per intero sul sito del giornale. Non soltanto perché è bello, si gode, si sorride e a tratti si ride e alla fine il personaggio ne esce insieme verissimo e irrimediabilmente prigioniero della parola scritta. No, c’è un altro motivo. Quel pezzo ha uno spunto fondamentale per noi e per il calcio italiano, ma soprattutto per noi, direi. E forse si tratta di un messaggio. Il protagonista della storia è Claudio Lotito, presidente e proprietario della Lazio. Ad un certo punto dell’intervista Merlo sospende il racconto virgolettato e scrive come se prendesse un appunto che col testo non c’entra niente, come se stesse aggiungendo una informazione tutta sua che non riguarda l’intervistato. È un espediente che si usa, quando colui che ti parla le cose te le ha dette ma non vuole che gli siano attribuite. Il passo merita e va riportato per intero. Eccolo.Ma la cosa migliore che Lotito ha fatto alla Lazio, che è anche la ragione per la quale gira con la scorta, non me la racconta. Chissà perché. Lotito ha smantellato i sussidi agli ultras, ha rotto i legami con le curve violente del tifo organizzato, ha ritirato le centinaia di abbonamenti gratuiti che venivano regalati alla teppa e ha pure stracciato gli accordi commerciali (e un po’ corruttivi) che affidavano agli ambienti della tifoseria organizzata la commercializzazione dei gadget della Lazio, ha anche denunciato infiltrazioni camorristiche. È per questo che gira con un’auto di scorta della polizia.Vi chiederete se sia tutto vero. Lo è. E alle parole di Merlo va aggiunto che la Lazio si è beccata vari “scioperi del tifo” con stadio silente o semivuoto e il suo presidente non è proprio al massimo della popolarità anche fra il resto dei tifosi. Insomma la “gente per bene” non sta dando una mano al presidente, si tiene in disparte, sente odore di mazzate, come diciamo noi napoletani. Ma lui finora ha tenuto duro e, lo ripeto, questa via scelta da Merlo-Lotito, per raccontarci quello che è stato fatto, ha tutta l’aria di un messaggio al resto della comunità del calcio.Bisognerebbe dargli una mano. E il modo migliore per farlo potrebbe essere quello di imitarlo. Da ciò che si è letto, qualcosa – come la integrale “telematizzazione del processo di vendita dei biglietti – sta nel pacchetto delle misure allo studio del governo. Importante, potrebbe evitare cose tipo che uno fa sei ore di fila per un biglietto e poi arrivano dieci baldi giovani e ti mandano a casa facendoti la faccia truce e senza biglietto perché se li comprano tutti loro – è successo, in una ignota città del pianeta Marte.Ma è pur vero che, come dimostra il caso di Lotito, questa battaglia non porta grandi consensi e nella frenesia dell’azione governativa e dell’ennesimo inasprimento e limitazione per tutti della libertà di movimento, ben oltre lo stato di polizia, ci si potrebbe dimenticare di una misura complessa e a più mani, che andrebbe presa con grande urgenza. Per spiegarla andiamo un attimo nel cielo della fantasia.È il 20 agosto del 2050 e il presidente De Marzianis, presidente del Martian Soccer Club dichiara che tutti i biglietti saranno venduti in modo telematico. Che abbonamenti e biglietti omaggio sono completamente eliminati e che ha saputo, da fonti della questura di Martian City, che le perquisizioni ai cancelli saranno accuratissime. Non un flacone di gocce per la pressione, non un caffé Borghetti-cratere e figuriamoci botti, mazze, coltelli marziani. Allo stadio non entra nessuno che non sia identificato e ci entra “nudo”, senza “accessori”. Sul finire dell’estate 2050 il Martian ha dichiarato guerra alla violenza. Tutte le società galattiche di A e B lo seguono.È del tutto evidente che se a Lotito, nel 2014, facevano telefonate minacciose e tiravano le monetine al punto che si pensò di dargli una scorta, per De Marzianis, per i giocatori tutti, per il personale e gli impianti (quali? quelli in affitto, dai) della società si aprirebbe nel 2050 una fase di grande inquietudine. Essere rapinati, picchiati selvaggiamente, prendersi una bombetta ai cancelli o nello stadio è un attimo, sul pianeta Marte che con tutta quella sabbia ci si vede anche male.Siamo pronti per questo? Lo è il governo? Lo sono le Forze dell’Ordine del Sistema Solare? Lo sono le istituzioni locali? Lo è lo stesso Martian Soccer Club del quale siamo tifosi e che finora ha sempre tenuto sulla questione un profilo bassissimo e lo capiamo pure? In altre parole: questa “guerra” potrebbe essere combattuta, su Marte come altrove, ma solo da un fronte di forze assai ampio. Questo su Marte. E da noi?Da noi il punto è che il governo sa che non basta un decreto e sa che, se facesse sua la linea Lotito, si aprirebbe una fase di tensione che avrebbe una sua valenza politica, perché a quel punto, se molli, hai mollato per sempre. E qui sta tutta la faccenda, perché il messaggio di Lotito è chiarissimo: questa guerra si può combattere e vincere sul programma scritto sul Foglio. Siamo pronti? Se non lo siamo, possiamo anche non far niente, come da trent’anni. Sapendo che continueremo a perdere, lo stato e noi che andiamo allo stadio a rischiare la vita. Ah be’ si certo: ci saranno altre misure oppressive e identificative. Quelle però di solito si applicano a noi che paghiamo il biglietto e le tasse.Vittorio Zambardino

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