Parlate pure dell’arbitro, noi abbiamo vinto da grande squadra (e lo sapete)

Ma veramente fate? È questa la prima (e unica) domanda che ci viene in mente dopo il can can portato in scena da ieri sera per il rigore non concesso dall’arbitro per il calcio di Inler a Cuadrado. A noi viene semplicemente da ridere. Null’altro. E ci chiediamo: che cosa prevede il canovaccio adesso? Dobbiamo difenderci? Dobbiamo riconoscere qualcosa? Dobbiamo contrattaccare?

Insomma, volete per forza costringerci a fare i tifosi? Vi dobbiamo ricordare che ancora non abbiamo capito perché sia stato fischiato il rigore alla Fiorentina? Oppure perché non sia stato accordato quello per fallo su Mertens? O, ancora, dobbiamo portarvi con la memoria alla partita dell’Olimpico, quando Insigne non stramazzò al suolo in stile Cuadrado dopo il fallo di Maicon e quando uno scaltro Borriello seppe conquistarsi il rigore? Oppure rammentarvi che nel secondo tempo bastava uno sguardo per far cadere i giocatori della Fiorentina?

Perdonateci, ma ci rifiutiamo. E, anzi, vi forniamo anche un alibi. Un alibi tutto giornalistico: non è mai notizia il cane che morde l’uomo; è sempre una notizia, una signora notizia, l’uomo che morde il cane. E noi siamo certi che siate caduti nel più classico paradigma giornalistico. Altrimenti non si spiega quel che ci state propinando da ieri sera. L’ennesima versione del bene in lotta contro il male, con noi – i colerosi – dalla parte del male. Scusateci eh, ma continuiamo a ridere. E proviamo persino a parlar d’altro. Consapevoli che non ci seguirete, ma noi più di dieci righe non vi possiamo dedicare.

L’altro per noi è l’ottava vittoria in campionato (su dieci partite) del nostro Napoli: la quarta fuori casa. Non sappiamo se mai il Napoli, nella stessa stagione, sia riuscito a vincere sia a San Siro contro il Milan sia a Firenze. Questa è una signora squadra. Dopo Roma, avevamo scritto che non potevamo accontentarci di una buona partita, che non sapevamo più che cosa farcene delle cosiddette vittorie morali, del “grazie lo stesso”. Qualcuno ci accusò di eccessiva severità. Ma se si vuole migliorare, nello sport come nella vita, bisogna essere severi, innanzitutto con sé stessi.

E il Napoli ieri sera a Firenze ha giocato da grande squadra. Ha offerto una dimostrazione di forza e di consapevolezza. Due tiri in porta, due gol: la realizzazione di un sogno. Avere una squadra cinica, spietata, che sa contenere e poi al momento giusto sa far male. Senza sprecare una sola occasione. Come fece contro di noi il Real Madrid di Butragueno al San Paolo.

Ecco, questo ci ha detto Firenze: che siamo entrati in campo con una partita chiara in mente. Dovevamo aspettarli, magari soffrire un poco (nemmeno tanto, a mio avviso) per poi colpire quando se ne fosse presentata l’occasione. Ne abbiamo avute due di occasioni e due volte abbiamo segnato. Due gol sontuosi, di pregevole fattura.

Forse è proprio questo che non riescono a perdonarci. Il Napoli è sceso in campo a Firenze da grande squadra. Ha ottenuto quel che voleva senza nemmeno dannarsi più di tanto. Ha cambiato atteggiamento tattico, certo, è innegabile. Anche se è altrettanto innegabile che finalmente abbiamo rivisto la classica squadra di Benitez, quella che sa imbrigliare le partite, quella che va a Torino contro la Juventus di Ibrahimovic e Trezeguet e porta a casa lo zero a zero che assicura il superamento dei quarti di finale in Champions.

A voler essere perfezionisti, il Napoli è mancato nel possesso palla. Non tante per le percentuali (69 a 31) ma perché nella ripresa non siamo riusciti a guadagnare tempo facendo girare la palla. Del resto bisogna anche prendere atto della realtà e la realtà dice che non abbiamo gli stessi palleggiatori della Fiorentina. Loro hanno avuto il pallone ma non ci hanno mai fatto male. Hanno tirato nello specchio della porta una sola volta più di noi. Ma hanno segnato su rigore. Alla fine hanno recriminato per un altro rigore. In mezzo, due parate di Reina e un palo. E, soprattutto, due gol del Napoli.

Poi, si sa, nella vita è questione di punti di vista. Voi continuate pure a parlare di Cuadrado e dell’arbitro. Fate tranquillamente, in assoluta libertà. Perdonateci se non partecipiamo, sabato abbiamo il Catania e mercoledì la Champions. Come si dice dalla nostre parti, tenimme che fa’.
Massimiliano Gallo

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