Scommettiamo che il Napoli spenderà meno di sessanta milioni?

Sessanta milioni. Non è solo la cifra che incasserà il Napoli per Cavani, ma è quanto alla fine s’investirà sul mercato. Anzi, sicuramente meno di sessanta. E’ una previsione. E’ una scommessa che sono pronto a fare pubblicamente.
Certo, non ho molto da offrire, né quote da proporre. Diciamo che se Dela spende una somma più alta, mi asterrò dall’infastidirvi sul Napolista per un bel po’ (al massimo un mesetto, eh, che poi gli amici si lamentano perché mi sfogo con loro al telefono…).
Mi sembra giusto anche motivare questo vaticinio. Mi rifaccio all’anno scorso, quando Lavezzi andò via per 28 milioni e sul mercato ne furono investiti meno di 25. Non capisco perché quest’anno dovrebbe andare diversamente. Lo stile del nostro presidente è questo.
Sì, lo so, molti diranno che sessanta milioni sono comunque tanti, so che c’è la crisi e che le altre società italiane stanno investendo col bilancino. So che ci sono tanti tifosi felici di vincere “lo scudetto del bilancio”, per usare un’espressione in voga già ai tempi di Ferlaino.
Però sappiamo pure qualche altra cosa: nell’ultimo bilancio c’era un attivo di 15 milioni e riserve volontarie per 26 milioni. Dalla Champions possono arrivare altri 40 milioni (2 anni fa furono 37, oggi i premi e i soldi dei diritti tv sono aumentati). Le addizioni fatele voi, ma il Napoli potrebbe spendere una somma ben superiore ai 60 di Cavani. E’ o non è l’anno della rifondazione? E allora che aspettiamo? Tra l’altro, se in un contesto generale di crisi c’è una squadra con i soldi, il potere che dà quella posizione privilegiata ti permetterebbe di fare begli affari, visto che c’è poca concorrenza. Invece…
Nei giorni scorsi Il Ciuccio ha scritto una cosa geniale: “Il mercato del Napoli è quella cosa per cui se hai l’accordo con la società, non ce l’hai col giocatore. E se hai l’accordo col giocatore non ce l’hai con la società”. Io aggiungerei: “E se trovi l’accordo con entrambe le parti, sorgono problemi con i diritti d’immagine”.
Insomma, sessanta milioni, anzi di meno. Scommettiamo.

Giulio Spadetta

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