Le pagelle / Voti straordinari, in attesa del voto per De Laurentiis

Le pagelle di Napoli-Inter 3-1, Ilaria vs. Mimmo DE SANCTIS 6,5 – Impegnato nel primo tempo da Guarin due volte e da Pereira, risponde sempre bene. Piazzamento felice, reattività, colpo d’occhio. Nella ripresa deve sventare solo una conclusione di Alvarez. Ci arriva con una mano a terra sul rigore di Alvarez, ma il tiro è forte e finisce in rete. Che peccato per quel rigore, che peccato – 7 GAMBERINI 5 – Incerto, sempre in affanno, poco propositivo in avanti. Forse non stava bene (Campagnaro, futuro interista, non era disponibile). Esce per crampi al 59’. In confronto a Campagnaro, un puntino – 5 ROLANDO 5,5 – Entra per Gamberini. Un paio di appoggi sbagliati, ma un bell’intervento in anticipo e in area a dieci minuti dalla fine. Poca roba – 5 CANNAVARO 6,5 – Si perde Kovacic nell’affondo interista che porta al rigore di Zuniga su Alvarez. In complesso tiene bene contro la girandola di finti attaccanti che l’Inter schiera con i centrocampisti che si inserivano da fuori. Battaglia fisica con Guarin, domato. L’Inter gli dà gioco facile. Ma lui si perde comunque un pezzo – 6 BRITOS 5,5 – Non proprio brillante, in difficoltà contro Alvarez, qualche errore banale. Si è guadagnato la sufficienza – 6 MAGGIO 6 – Fisicamente deve soffrire contro Pereira, ma ha buoni slanci e migliora nei cross. Un colpo di testa (debole) parato. Fallisce un invitante contropiede nella ripresa. Meglio di altre volte, ma non è più la “freccia” azzurra sulla destra. Maggio è arrivato e lui finalmente fa almeno una cosa da Maggio. Ma è lontanissimo dagli standard che ci hanno fatti innamorare. Se l’avessimo tenuto un po’ più in panchina forse avrebbe recuperato prima e con maggiore decisione – 6 BEHRAMI 7 – Il guerriero, al rientro dopo la squalifica, domina davanti alla difesa. Graziato dall’arbitro per un fallaccio su Kuzmanovic (neanche il “giallo”). Va in pressing sugli interisti che vengono avanti. Recupera spesso su Guarin. Una iena bellissima – 7 DZEMAILI 6 – Qualche difficoltà nel contenere Kuzmanovic, più positivo nelle proiezioni offensive. Troppo egoista all’inizio calcia fuori non vedendo compagni meglio piazzati per la conclusione. Con una punizione dalla distanza impegna Handanovic in una parata difficoltosa (28’). Calcia bene i corner. Esce la 65’. Un gran bel primo tempo. Dopo un po’ in calo. Ma con Inler che si fa? – 6 ARMERO 6,5 – Sostituisce Dzemaili e gioca da mezz’ala sinistra. Pronto, come sempre, nell’entrare in partita. È un peccato non vederlo impiegato dall’inizio. È più in forma di Zuniga. Gran bel cross in chiusura di partita sul quale è pronto Handanovic. Si è integrato nel gruppo in un baleno. Ne ha condiviso il gioco in un lampo. Entra in palla un secondo dopo essere entrato in campo, sempre. Ma perché Mazzarri non lo schiera dall’inizio? Così, pure per premiarlo. Da guardare è favoloso – 7 ZUNIGA 5,5 – Non gioca mai di prima. Il gioco si spegne spesso sulla sua fascia perché tiene palla e azzarda sempre il dribbling che vince raramente. Chiude alla pari il duello con Jonathan che lo impegna molto in fase difensiva (il brasiliano spesso ha la meglio). Procura il rigore del pareggio interista sbilanciando in area Alvarez. Pareggia il conto facendosi fare fallo da Jonathan per il rigore del 2-1 di Cavani. Un rigore dà e uno prende. E per fortuna gli dice bene – 5,5 HAMSIK 7,5 – Padrone assoluto in mezzo al campo. L’Inter gli dedica un ventiduenne per controllarlo, Benassi, e sbaglia. Marekiaro fa quello che vuole, velocizza il gioco, è sempre in posizione favorevole. Parte da lontano e si inserisce in velocità nel dispositivo di difesa nerazzurro. Non trova valida collaborazione in Zuniga e allora cerca di più Pandev. Non è fortunato nelle conclusioni, un paio fuori, una sventata da Handanovic. In maglia azzurra è la partita numero 259 eguagliando le presenze di Maradona. MERAVIGLIOSO: dove lo troviamo un altro così? – 8 PANDEV 7,5 – Disorienta l’intera difesa interista. Apre corridoi, gioca la palla con astuzia, resiste nei contrasti. Suoi gli assist per il primo e il terzo gol. Due conclusioni parate. Esce tra gli applausi all’85’. Furbo e intelligente come pochi, un giocoliere, uno che con la palla ci fa quello che vuole. Quando gioca così è magia. Quando si intende in quel modo con Cavani è poesia – 8 INSIGNE 6 – Entra per Pandev e subito guizza a sinistra giocando Ranocchia più volte. Cerca Cavani (bell’assist all’87’). È sempre pronto. Hai detto tutto: sempre pronto – 6 CAVANI 8 – La carica dei 101, tanti sono i gol del Matador con la maglia azzurra (75 in campionato). Terza tripletta stagionale, sempre in testa nella classifica dei cannonieri (Di Natale, una doppietta a sua volta, resta a sei lunghezze). Rientra dopo la squalifica, trova subito il gol e si scatena. Perfetta l’esecuzione del rigore. Su un ennesimo assist di Pandev, brucia Ranocchia vicino alla porta e batte al volo di un soffio a lato. Presente anche in difesa quando occorre con interventi di rilievo. R.E.S.T.A. (cit. Il Napolista). Aggiungo soltanto: viva Maria Rosaria Ventrone. Che Dio ti benedica – 10 MAZZARRI 7 – Perde un cambio per i crampi di Gamberini (dentro Rolando). Non si capisce molto la sostituzione di Dzemaili con Armero (65’). Insiste con Zuniga che pasticcia sempre. Il rientro dalla squalifica di Cavani è un trionfo. Da Hamsik la conferma d’avere trovato l’uomo-squadra. Con l’Inter tutta rappezzi (13 giocatori fuori) deve gestire una partita inusuale in cui la squadra milanese, con sei centrocampisti, non dà punti di riferimento. Blocca perciò Dzemaili e Hamsik sulla linea mediana per non andare in inferiorità numerica. I due poi si sganciavano opportunamente. La squadra è in salute e con Cavani vola. Mancano tre punti per rendere inattaccabile il secondo posto (tre partite da giocare). Inutile girarci troppo attorno: il merito di tutto questo è suo. Nessuno è insostituibile, ma se Dzeko per Cavani una speranza me la darebbe (anche se in mezzo a un dolore infinito) non vedo neppure un punto di riferimento senza il Mister. A volte insopportabile, spesso presuntuoso e capriccioso come un bambino, è vero, ma la squadra l’ha messa su lui. Il sangue dalle rape l’ha cavato lui. E il meraviglioso gruppo che si chiama Napoli è meraviglioso grazie a lui. Non si cambia a progetto in corso. Il prossimo obiettivo deve essere lo scudetto e io ci voglio arrivare con Mazzarri. Le condizioni che ha dettato a De Laurentiis sono sacrosante, come quelle di Cavani. Se se ne andranno, l’unico responsabile sarà Aurelio. Mi auguro che un fulmine lo illumini.. o lo colga (simpaticamente) se dirà loro di no – 8 MIMMO CARRATELLI e ILARIA PUGLIA

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