De Laurentiis sembra Florentino Ariza, il personaggio de L’amore ai tempi del colera…

Aspettando Mazzarri a oltranza, De Laurentiis ha imboccato un vicolo veramente stretto. No, non è un tunnel senza uscita, non voglio dire questo, però è un sentiero impervio, perché il probabile addio di Walter metterebbe un eventuale nuovo allenatore in una situazione complicata: quella dell’uomo di ripiego, della seconda scelta. “Io non cambierei Walter con nessuno”, ha detto Aurelio. E’ una frase impegnativa, pronunciabile solo se c’è la ragionevole certezza di convincere il vecchio allenatore ad accettare il rinnovo. Quindi, visto lo stato dell’arte, è una dichiarazione completamente sbagliata, perché Walterone è un ottimo allenatore, ma ce ne sono altri bravi quanto lui, non stiamo parlando di Ferguson o Guardiola.
E allora che senso ha trattarlo da “Top Coach”, da Insostituibile e/o Indimenticabile? Forse sarebbe stato più produttivo assumere nei suoi confronti un atteggiamento di finta indifferenza, per la serie “In amore vince chi fugge”. Dargli tanta importanza, metterà il suo (eventuale) successore in una posizione di sudditanza: al primo risultato deludente aleggerà sul San Paolo l’ombra del vecchio tecnico, il quale nel frattempo potrebbe anche rappresentare un diretto concorrente, Roma o Inter sono tradizionalmente rivali del Napoli nelle zone alte della classifica.
Insomma, era meglio dire “Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare”, invece di continuare questo sterile corteggiamento degno di un libro di Garcia Marquez (In “L’amore al tempo del colera” c’era il personaggio di Florentino Ariza che corteggiava una donna per tutta la vita…).
Vabbé, il nostro presidente ha l’aria di uno che legge poco, e comunque non può tornare indietro, proviamo quindi a esaminare gli scenari futuri: se Mazzarri, come sembra, dovesse andar via, che si fa? E se anche Cavani ci salutasse? A quel punto per Dela comincerebbero i problemi veri: il nuovo tecnico dovrebbe avere un curriculum di primo livello, per dimostrare che non c’è un ridimensionamento del mitico Progetto. Poi, sul mercato, bisognerebbe agire di conseguenza, per sostituire degnamente il Matador e non solo. Perché è chiaro a tutti un dato di fatto: se Walter andrà via è perché non ha avuto garanzie sul rafforzamento della squadra. Si potrà dire qualunque cosa su questo addio, ma tutti i tifosi capirebbero il vero motivo, celato dietro dichiarazioni ufficiali del tipo “Avevo bisogno di nuovi stimoli, non è una questione di soldi etc.”.
Immaginiamo anche il secondo scenario: con un colpo di scena, Mazzarri resta. A quel punto, la storia si fa ancora più affascinante, perché la riconferma arriverebbe solo dietro precise garanzie tecniche. Insomma, Walter alla guida di una squadra ancora più forte, finalmente rinnovata in qualche ruolo chiave (cari Maggio, Cannavaro e De Sanctis, grazie di tutto, statev’ buon’).
Vabbé, avevo cominciato a scrivere per sfogare un po’ di pessimismo, e qui sotto invece mi ritrovo ottimista: Vuoi vedere che – Cavani o no, Mazzarri o no – è la volta buona che Aurelio “caccia i soldi”?

Giulio Spadetta

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