Su Cavani evitate la voce “contropartite tecniche”: DeLa vuole solo soldi

Ogni mattina, qualsiasi tifoso del Napoli che si rispetti si sveglia e fa colazione con cappuccino, cornetto o biscotti. La colazione può prevedere, in alternativa, caffè, succo d’arancia, finanche salsicce e fiarielli come in Benvenuti al Sud. La cosa importante è che dopo assuma le vitamine. Ogni tifoso del Napoli ne deve prendere un’adeguata dose giornaliera anti-Destabilizzazione, altrimenti la sua giornata rischia di compromettersi.
Se Elsciaraui (ormai è un cittadino italiano) segna un gol, diventa automaticamente il simbolo del Milan. Se qualcuno si azzarda soltanto ad immaginare che Sir Alex Ferguson faccia apprezzamenti su Vidal, viene immediatamente preso a male parole da chiunque. Anzi, Vidal sta anche per rinnovare il suo contratto. Se Cavani segna tanto, a fine anno va via. Perché? E’ evidentemente un’operazione mediatica, perché in cuor loro i direttori e i redattori dei giornali sanno che più il tifoso napoletano leggendo si fa del male da solo, più diventa tifoso. Questo rapporto direttamente proporzionale spinge i giornalisti che seguono tali vicende a sparare qualsiasi tipo di fanta-trattativa tra gli agenti del Matador e gli emissari di sceicchi e patron non meglio identificati.
Superato immediatamente il problema economico, in quanto la cifra per portare Cavani via da Napoli c’è, ed è pure bella grossa, qualcuno nei giorni scorsi ha iniziato ad avanzare una nuova ed affascinante ipotesi: e se ci fossero contropartite tecniche? Come si comporterebbe De Laurentiis? Il contratto di Cavani, che nessuno ha mai letto ma di cui tutti conoscono anche le postille più nascoste, dice che il giocatore, se vuole, si libera se qualcuno offre 63 milioni di Euro netti, in danaro.
Del resto, basta un’osservazione storica sul calciomercato del Napoli negli ultimi cinque anni. Nel 2008/2009 De Laurentiis cedette Domizzi all’Udinese e Garics all’Atalanta, entrambi in compartecipazione. L’anno dopo andò a prendere dalle stesse squadre rispettivamente Quagliarella e Cigarini, per intero, a cifre decisamente ragguardevoli (quasi trenta milioni in due). Contestualmente, il Napoli risolse le comproprietà dei giocatori ceduti l’anno prima a favore delle stesse squadre. Sempre quell’estate, fu condotta un’operazione in ingresso (intero cartellino di Campagnaro) e una in uscita (compartecipazione di Mannini) con la Sampdoria. Nel 2011/2012 un’altra doppia operazione fu conclusa con l’Udinese: via la seconda metà di Denis, ceduto in compartecipazione l’anno prima, dentro Inler per intero. Poi viene ceduto Gargano all’Inter in prestito e da Milano approda Pandev, il cui intero cartellino era stato concesso solo in prestito l’estate precedente. A questa lista si aggiungano poi le operazioni con il Parma, che in momenti diversi al Napoli ha dato Cristiano Lucarelli e Blerim Dzemaili, ricevendo a sua volta Blasi e Santacroce.
Mai un “minestrone”. Mai una “permuta”. La regola generale che sta alla base della policy di De Laurentiis è molto semplice: compro e vendo giocatori al prezzo che ritengo più opportuno. Soldi, solo soldi, nessun giocatore inserito nei vari affari. Come invece abbiamo recentemente letto per Benzema, che il Real Madrid avrebbe offerto al Napoli come contropartita tecnica. Ora, consideriamo che il francese a Madrid percepisca sette milioni netti all’anno d’ingaggio e ricordiamo quanta fatica abbia fatto il presidente azzurro per garantirne cinque “sudati” al Matador. Domanda: quanto è verosimile questa notizia? Il discorso, parimenti, è validissimo per Mario Gomez, Edin Dzeko, Sergio Aguero e Zlatan Ibrahimovic. In piccolo, qualcuno ricorderà che questo tipo di criticità è stata alla base del rifiuto di diversi giocatori a vestire la maglia del Napoli. Penso a Gilardino, quando militava ancora nella Fiorentina. Ma anche a Pazzini, Giuseppe Rossi, Criscito e Bocchetti.
Un’eventuale cessione del Matador è pronosticabile solo a patto di immaginare un De Laurentiis in versione Zio Paperone, che si tuffa dal trampolino direttamente in un mare di quattrini. No, non credo alle contropartite tecniche e, in fondo in fondo, non credo nemmeno che Cavani lascerà Napoli tanto presto.
Paolo Esposito

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