Caro Mazzarri, dica no a De Laurentiis. Non gli faccia più da parafulmine

Caro Mister,
chi le scrive appartiene a quella minoranza di tifosi che si dicono Mazzarriani senza se e senza ma. Già, sono in minoranza. Molti non la sopportano. Lei forse non se ne sarà accorto, lei forse crede che i risultati ottenuti fin qui le consegnino un’ampia maggioranza di consensi. Mi tocca dirle che non è così. Se lei visitasse il web, scoprirebbe settimanalmente le infinite polemiche sul suo nome e sulle sue scelte. Qualche volta, nel merito, i contestatori hanno ragione (a proposito, che aspetta a lasciare Maggio in panchina?). Nella valutazione storica complessiva, invece, i suoi oppositori hanno torto marcio. Perché lei, caro Walter, ha ottenuto il massimo da un gruppo buono ma non eccelso. Con lei abbiamo raggiunto risultati che nessun altro avrebbe ottenuto. Eppure…

Comunque leggo in questi giorni di un possibile rinnovo del suo contratto. Altri due anni, per sei milioni netti. La proposta di De Laurentiis, secondo i giornali, è questa. Molti considerano concluso l’accordo.

Bene, le chiedo umilmente di dire no. Opponga un gran rifiuto. Si prenda quel famoso anno sabbatico di cui parlava mesi fa. Oppure accetti un’altra proposta, magari dall’Inter, dove potrà ricostruire senza nemmeno avere il fastidio delle coppe europee.

Veda lei, faccia lei, ma la smetta di accettare il compito ingrato che le assegna Aurelione nostro. Lei, caro mister, è troppo intelligente per non capire che il ruolo che il cinematografaro le ha appioppato da quattro anni a questa parte è fin troppo definito: lei è una foglia di fico, un parafulmine, un Malaussène di pennacchiana memoria. Il presidente le dà tanti soldi e poi non le costruisce la squadra che tutti vorrebbero. Ogni volta che prende un giocatore forte, poi vende qualcuno altrettanto bravo (come con Cavani/Quagliarella) o comunque utile (Behrami/Gargano). I doppi ruoli, da lei spesso invocati, sono sempre stati un’utopia. Non sto qui a ricordarle i tanti pacchi presi sul mercato. Giocatori scelti spesso in base ad un unico criterio: il basso costo.

Adesso dica basta, caro Walter. Il gioco è fin troppo chiaro, la smetta di aiutare De Laurentiis a tenere chiusa la cassaforte societaria. Tutti noi sappiamo che il presidente sta accumulando una fortuna, i bilanci del Napoli sono pubblici. Anche su questo fronte sono in minoranza, tanti considerano un valore assoluto il buon ordine dei conti societari. A me, personalmente, sembra assurdo comprare Mesto e poi scoprire che in cassa sono rimaste decine e decine di milioni. Che senso ha?

Caro Walter, la smetta di prestare il fianco al presidente, lo metta di fronte alle sue responsabilità. Questa volta decida di no. Dica “io non ci sto”. Contribuisca a squarciare il velo che avvolge gli occhi di molti tifosi. Perché se Aurelio è il ladro dei nostri sogni, lei rischia di esserne il complice.
Buona fortuna, Walter.

Giulio Spadetta

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