De Magistris, un anno da sindaco tra parole e fatti

Un anno ad alto impatto. Dalla bandana alla Coppa America. Dalla prima Zona a traffico limitato che valorizza piazza Dante e subito convince alla Ztl Chiaia dei dolori e dello scontro con buona parte di città e (pendolari di) provincia.
Così, alla vigilia dell’anniversario, più di un assessore tra quelli più in sintonia con il primo cittadino, prova a tirare le fila: «Abbiamo avuto una partenza forte, col piede giusto. Ora dobbiamo crescere, tutti. E misurarci con la complessità della macchina, e delle norme. Dobbiamo evitare di calare le decisioni dall’alto, quasi ideologicamente ».
Un’analisi pacata la cui traduzione potrebbe suonare, più o meno, così: se all’inizio è giusto provare a trascinare i cittadini con qualche colpo di genio, ormai dobbiamo studiare bene le mosse per evitare imbarazzanti stop & go. Una strada indiscutibilmente impegnativa, disseminata di slancio, idee realizzate e caccia all’evento, ma anche frenata da strappi, contraddizioni e cadute, racconta il primo vero step di un sindaco (orgogliosamente) allergico alle concertazioni della politica amministrativa. È il primo giugno quando l’ex pubblico ministero viene proclamato (con 264.385 voti) primo cittadino di Napoli a Castel Capuano. Una primavera più tardi, in un sabato nuvoloso di lavoro, proprio al sindaco tocca ricomporre e spiegare in conferenza stampa, insieme con l’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo, le polemiche legate al monito della Corte dei Conti e al documento previsionale della giunta. In un Palazzo dove sempre più spesso il decisionista de Magistris è spinto alla necessità di fare sintesi. Così il sindaco è costretto a chiarire: «Basta con la rappresentazione di una divisione in giunta, non c’è una linea della legalità e una della non legalità. È una sciocchezza. Confermo invece che tra noi, in giunta, c’è discussione, e meno male: se non ci fosse in un periodo di crisi e in una città complessa, significherebbe che siamo tutti morti». È un sindaco che ha fame di strada, de Magistris. Che procede con fretta, determinazione. E alcune volte paga. Ma, in altre, provoca un effetto boomerang. Emblematica la vicenda Coppa America. La tenacia con cui la filiera istituzionale, capitanata da de Magistris, si aggiudica e assicura in porto le preselezioni per la prestigiosa regata mondiale reca l’immagine di una possibile svolta. Così, contemporaneamente, scatta l’idea di affrancare il lungomare da traffico, smog, ingorghi. La città riguadagna un luogo del suo dna, oltreché ossigeno.
Ma la perentorietà con cui la nuova Ztl di Chiaia viene calata, sic et simpliciter, sulla vita cittadina in un periodo segnato dalla crisi e falcidiato dal peggioramento dei trasporti pubblici provoca il boomerang di un primo, diffuso scontento. Altri passi in avanti, in ordine sparso: è un merito del primo anno di giunta, grazie anche all’adesione di Provincia e Regione, l’immediato tamponamento della crisi rifiuti. Ci sono duemila tonnellate a terra alla vigilia dell’insediamento di de Magistris. Il sindaco e il suo vice Tommaso Sodano, con l’opzione del trasporto via mare e la caduta dell’intermediazione che generava super-costi della crisi, aprono una via d’uscita al disastro. La città torna (se non linda), presentabile: può giocarsi la partita di Coppa America. Con una conseguente, nuova credibilità d’immagine da spendersi sul piano turistico. Peccato che il Forum delle Culture perda peso e consistenza. Articolata appare, infatti, anche la lista dei passi falsi. Rischia ancora di pesare moltissimo, ancora sul tema rifiuti, la mancanza di una programmazione del ciclo. Anzi, il “no” al termovalorizzatore opposto dal Comune sembra generare altri “no”: oggi la provincia di Napoli è l’unica grande area metropolitana, in Italia, a non avere una sola discarica. «Se non abbiamo immondizia in strada», riconoscono vecchi addetti in Comune, è «grazie alla Puglia che ogni giorno ingoia 1400 tonnellate di rifiuti; e alle navi che portano 15mila tonnellate al mese in Olanda, e al termovalorizzatore di Acerra». Si può aggiungere: grazie anche alla piccola ma importante crescita della raccolta differenziata che in città è passata dal 18,7 degli ultimi mesi del 2011 al 24,6 di questo mese (dati Ispra, l’agenzia di protezione ambientale). L’obiettivo del Comune è quello di arrivare al 30 per cento entro dicembre prossimo, sarebbe il “tetto” europeo su cui sono attestate da anni Parigi e Barcellona: certo non il 70 per cento annunciato incautamente un anno fa, ma l’idea di una risalita concreta. Resta però un equilibrio assai precario, puntato come una spada sugli sforzi di Palazzo San Giacomo, visto che a metà giugno è attesa la sentenza del Consiglio di Stato che, se decretasse la definizione di rifiuto “tal quale” per il carico destinato alle altre regioni, determinerebbe la fine dei viaggi in Puglia e un blocco pericoloso su Napoli. Problemi di amministrazione cosiddetta “ordinaria”. A cui si aggiungono, dunque, le divergenze ormai evidenti in seno alla giunta. Complicato, ad esempio, tenere insieme la sinistra di piazza di Sodano e quella rigorista di Giuseppe Narducci, la spinta all’esternalizzazione di Sergio D’Angelo con il pallino di Realfonzo sull’“efficientamento” delle società interne. Conflitti che amplificano più di una controversia. Si va dal primo casus belli che porta alle dimissioni forzate di Raphael Rossi, l’ex pupillo di de Magistris e di Sodano a capo di Asìa che si era opposto all’assunzione di 22 nullafacenti legati al carrozzone rifiuti, alla vicenda degli immigrati che vede pubblicamente contrapposti gli assessori Narducci e D’Angelo. Fino al più dirompente (e non ancora sviscerato) caso della transazione tra il Comune e il grande gestore immobiliare di Napoli, l’imprenditore — coinvolto in vicende giudiziarie — Alfredo Romeo, un accordo nel quale si apre alla possibilità per Romeo di realizzare il progetto Insula, per la fornitura di ulteriori servizi concentrati nell’area della ex Dogana. Un anno difficile. Per de Magistris certo avvincente. Ha scassato. Ma governare è un altro verbo.
Conchita Sannino (Repubblica)

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