Chi ha parlato di un Pocho distratto oggi gli chieda scusa

Lacrime. Di gioia, e di tristezza. Lacrime di un addio annunciato, di una storia d’amore che meglio di così non poteva finire. Piange, Ezequiel Lavezzi, tanto quando esce dal campo sostituito da Pandev quanto alla fine della partita, all’inizio della festa. E piange anche sotto la Curva Nord dell’Olimpico, dove, festante e infervorato come non s’era mai visto, si prende l’ultima, meritata ovazione del pubblico partenopeo. Niente più fischi risentiti: per il Pocho, nella magica notte di Roma, solo applausi. E quello scatto felino con cui si è conquistato il rigore che ha sbloccato la partita lo ricorderanno sempre, i tifosi azzurri, come l’ultimo regalo di un grande campione. Chi nei giorni scorsi ha parlato di un Lavezzi distratto dalle voci di mercato adesso non può che chiedere scusa all’asso argentino, che per la sua ultima in maglia azzurra ha fornito una prestazione maiuscola, fatta di qualità e di generosità, di corsa e di dribbling: una prestazione come quelle che si sono viste spesso negli ultimi cinque anni, da quella tripletta contro il Pisa – è stata, insomma, l’ennesima grande prova di un calciatore fuori dal normale, che a Napoli ha dato tanto e a cui Napoli tanto ha dato. Vedere uno scugnizzo argentino che fa ballare le difese e che fa tardi la sera ha fatto sprecare paragoni pesanti, si pensò addirittura di togliere dalla naftalina la numero 10 per darla a lui; ma non s’è mai montato la testa, il Pocho: «non paragonatemi a Maradona, io sono solo uno che corre dietro al pallone». Ed ha corso tanto, negli ultimi cinque anni: a testa bassa ha fornito assist, segnato goal, procurato rigori, fatto ammattire gli avversari. Adesso s’aspetta solo l’annuncio ufficiale della sua cessione, e ancora non pare vero. Al di là di tutti i paragoni, penso che almeno una frase detta per Diego possa calzare a pennello anche sul Pocho. Una frase uscita dalla bocca di De Crescenzo, che disse: «Maradona è napoletano, non argentino. Chi lo conosce davvero sa che Maradona è nato a Napoli». Anche tu sei napoletano, Pocho: non dimenticarlo mai. In questa città ci sarà sempre un abbraccio ad aspettarti.

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