«Noi, onesti tifosi del Napoli, tornati a casa senza biglietto dopo 16 ore di fila perché cacciati dai violenti davanti alla polizia in silenzio» (tu chiamali, se vuoi, camorristi)

Qualche giorno fa il Mattino, parlando dei pochissimi biglietti disponibili per lo Stamford Bridge (2.700), scriveva che sarebbe stato un “pubblico azzurro di molto fortunati o molto ricchi o molto raccomandati” quello che avrebbe affollato lo stadio londinese. E aggiungeva che, da intenzioni societarie, 1.700 tagliandi sarebbero stati distribuiti ai botteghini e il resto tramite il sito della Lottomatica.Un copione già scritto e letto mille volte quello che vede l’on line andare in tilt quasi immediatamente, perciò i tifosi non hanno esitato a mettersi in fila dalle prime ore di domenica pomeriggio, subito dopo la partita vinta a Parma. Tra loro, anche C.G., di Capri. Racconta che alle 18, davanti a lui, c’erano poco meno di trenta persone, per cui era quasi certo della riuscita dell’impresa. Spiega che è sempre la stessa storia: il botteghino 1 è preso d’assalto dagli Ultràs della curva A, i botteghini 3 e 5 sono invece riservati ai bagarini, anzi, ai loro scagnozzi. Racconta che, a partire dalle 19.00, gruppi di persone (“ti prego, non scrivere che sono “tifosi”, mi dice) fanno indietreggiare quelli in fila con la scusa che non c’è spazio a sufficienza per muoversi e intanto fanno infilare davanti altra gente, a 3-4 alla volta. Ci racconta che va avanti così per 12 ore, fino al mattino. La polizia si mantiene a distanza per tutta la notte, lontana dalle zone calde. E’ solo alle 7 del mattino che le forze dell’ordine si avvicinano un po’ di più alla fila che già pressa da ore per entrare. Ci sono persone arrampicate sui cancelli, gente che urla, spintoni, botte e insulti per far spostare quelli che sono in piedi da ore solo per fare un biglietto per una partita di pallone. Alle 8 si aprono i cancelli e l’assalto è immediato. Quelli che erano in fila dal pomeriggio si trovano indietro, troppo indietro, mentre i facinorosi dell’ultima ora arrivano indisturbati ai botteghini e acquistano anche più di un biglietto a persona “quelli al botteghino hanno paura, non fermano nessuno”, dice C.G.. Qualcuno chiede alla polizia di intervenire per ristabilire l’ordine, ma nessun poliziotto muoverà un dito, “nessuno”, ci dice. Anzi, un paio di poliziotti rispondono che è inutile spingere e accalcarsi perché i biglietti in vendita ai botteghini sono solo 560. Come solo 560? Non dovevano essere 1700? E gli altri? “Quelli che doveva avere la camorra”, dice C.G., “la camorra li ha avuti”. C.G. racconta che è rimasto in piedi per sedici ore, che davanti a lui qualcuno ha cercato di sedersi per terra per impedire l’ingresso in fila di chi arrivava spalleggiato dai teppisti, ma che ugualmente, nonostante il tentativo di resistenza, era costretto ad alzarsi ed indietreggiare. Racconta pure che, a pochi minuti dalla fine dei biglietti ai botteghini, intorno alle 9,30 del mattino, davanti ad Azzurro Service, c’erano già i bagarini che vendevano i biglietti tra i 300 e i 400 euro, e volavano pure le offerte: 3 biglietti “solo” 1000 euro. Gli chiediamo se ha visto qualcuno acquistarli: “Certo non noi, che abbiamo fatto sedici ore di fila inutilmente”. Su Facebook, Savio racconta di aver abbandonato la fila, ieri, pur essendo uno dei primi. Era in compagnia della sua ragazza, che ha preferito salvaguardare quando la pressione è diventata troppo alta. Sulla bacheca di un giornalista di Napoli Magazine, Savio dichiara che “i gruppi si sono spartiti 800 biglietti” e che al botteghino 1 non c’era nessuno in fila. Racconta anche – e per la verità non è il solo, sempre su Fb – che i poliziotti presenti si passavano documenti per fare anche loro i biglietti. Ad Anna è andata anche peggio, perché si è trovata nel mezzo dei tafferugli. Partita da Somma Vesuviana insieme alla cugina e al padre sessantenne, Anna arriva al san Paolo alle 15.30. Davanti a lei, in fila per il botteghino numero 5, una cinquantina di persone. Ci racconta la sua contentezza nel pensare che le fosse andata di lusso. Neanche il tempo di mettersi in fila che un tipo con aria arrogante dice loro che mantiene il posto per 70 persone e intima loro, senza mezzi termini, di cambiare botteghino. Intimoriti, Anna, il padre e gli amici si spostano al botteghino numero 3. Quando vi arrivano, sono sesti in fila. Dopo dieci minuti si aggregano a loro altri 4 amici. Verso le 17.30 la coda inizia ad ingrossarsi,ma loro restano fiduciosi: “la situazione sembrava tranquilla e gestibile anche se c’erano elementi che hanno fatto di tutto, portando birra in quantità,alcool e cannabis,per creare scompiglio”.Verso le 23.30 si presentano cinque tipi loschi spacciandosi per un gruppo. Anna e gli amici si chiedono come mai, pur appartenendo ad un gruppo,non entrano al botteghino 1, che la Società ha dichiarato essere riservato ai tifosi organizzati. Quelli li avvertono che all’1.00 ne arriveranno altri 50 e che quindi Anna e gli altri devono indietreggiare, perché saranno loro a passare per primi. E infatti, all’1 in punto, si scatena il caos. Anna e i suoi si ribellano, ma in un attimo lo spazio si trasforma in un ring e loro vengono circondati e coperti letteralmente da una cinquantina di “bestie inferocite”. Anna riceve una telefonata da casa, è il fratello che, preoccupato dalle urla, decide di telefonare alla Questura di Piazzale Tecchio. Le forze dell’ordine gli rispondono a più riprese che stanno monitorando la situazione, ma poiché ogni volta che richiama Anna, le urla non accennano a placarsi, il fratello, sempre più preoccupato, parte anche lui in direzione Napoli. La polizia – racconta Anna – era presente, certo, ma dove la situazione era tranquilla, come del resto ci ha già raccontato C.G. Alle 2.00, uno alla volta, sono costretti ad abbandonare la fila perché oramai accerchiati, spintonati e insultati. Passano l’intera mattinata sul sito della Lottomatica Listicket. Hanno già il volo prenotato per Londra e vogliono provarci fino alla fine. Dopo 12 ore di fila e 9 ore di connessione ad Internet, tuttavia, nulla da stringere tra le mani, se non tanta tristezza. L’amarezza di Anna nei confronti della Società e delle forze dell’ordine è aggravata dal fatto che non è nuova a situazioni del genere: lei e la sua famiglia si erano ritrovati nella stessa bolgia in occasione della vendita dei biglietti per Monaco perciò, memore di quella brutta esperienza, il 10 gennaio scorso suo padre aveva inviato una raccomandata con ricevuta di ritorno al Questore, alla SSCNapoli e a varie televisioni locali proprio per evitare che si ripetesse un simile scempio. “E’ la camorra quella che non mi ha permesso di godermi lo spettacolo della squadra che amo. È camorra quella che mi ha lasciato a mani vuote dopo una notte di freddo e di speranza. È la camorra quella che mi impedisce di vivere bene in questa città” scriveva Antonio. Chiedeva solo la collaborazione del Questore e l’impegno della Società affinché non si ripetesse tutto di nuovo, “perché è solo con la collaborazione di tutti, voi e noi, che certe situazioni possono non ripresentarsi e che può essere dato il diritto a chi è onesto e civile di poter vivere serenamente questa città ed ogni cosa in cui la passione per questa città ci spinge a credere, ancor più nella fede verso la S.S.C. Napoli”. Invece, nessuna risposta e nessuna precauzione: “è stato tutto preannunciato”, dice Anna. E adesso? Adesso il danno è fatto, non solo ai tifosi, quelli veri, che si sono messi educatamente in fila ai botteghini per acquistare un sacrosanto diritto di andare allo stadio, ma anche alla città tutta, che, agli occhi del mondo intero, apparirà domani in balia dei soliti violenti camorristi che la fanno da padroni. Chi risarcirà il danno? Chi chiederà scusa? Forse ha davvero ragione Carlo Iuliano quando dice che il Club dovrebbe chiedere scusa per tutto questo. E’ solo di qualche giorno fa l’appello di Pina Tommasiello alla Società affinché dotasse di carta igienica i bagni del San Paolo. Come se fosse la carta igienica, il problema dei bagni, al San Paolo. Sono settimane che si parla di progetti avveniristici per la ristrutturazione del San Paolo o per la dislocazione dello stadio in altra sede, settimane che il Sindaco ha promesso di risolvere tutto entro la fine del suo mandato e De Laurentiis ha proclamato la voglia di dotarci di un nuovo Tempio. Alla luce di quanto accaduto oggi, non ci sono forse problemi più urgenti da risolvere? Intanto, su E-bay, è possibile acquistare un biglietto per lo Stamford Bridge anche a 905,00 euro. In bocca al lupo, gente. Si sbagliava il Mattino: non ci andranno solo i più fortunati e i più raccomandati, a Londra, ma soprattutto, ancora una volta i più forti. E i più protetti. Ilaria Puglia

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