Milan-Barcellona: quattro ore di fila e niente biglietti (i sistemi sono in tilt). La soluzione? Comprarli a Napoli

MILANO – Dopo le prime due ore navighiamo ancora al buio. Black out totale sui biglietti di Milan-Barcellona. La signorina allo sportello ci dimostra tutta la sua comprensione (e forse le sue simpatie interiste): «Cosa continuate a chiedermi? Quando saranno disponibili al computer ve lo dico io». Siamo rimasti in una ventina, tutti educatissimi e in coda dalle 8 del mattino, mezz’ora prima dell’apertura della banca. È il giorno (l’unico) di prelazione riservata ai possessori della tessera del tifoso per la supersfida di Champions, i tagliandi rimasti sono parecchi e, ad eccezione della Sud forse già esaurita dalla precedente prelazione degli abbonati in Campionato, non dovrebbe esserci nessun problema. Di problemi invece ce ne sono, eccome. Dopo un’altra ora (e fanno tre) nessuno ha ancora un biglietto in mano. «Tutto bloccato, anche nelle altre filiali», ci assicurano. Però una ragazza in coda chiama a Napoli, dove invece i suoi amici ne hanno già comprati tre del primo arancio e quattro del secondo rosso.

La maggior parte di noi si è ormai arresa, bisogna tornare al lavoro, del gruppo storico resistono la segretaria in missione per il capoufficio («Tecnicamente sto lavorando…») e gli studenti universitari («Comunque meglio qui che a lezione di statistica»). A mezzogiorno chiediamo ancora spiegazioni, ma a quanto pare non ne esistono. C’è qualche responsabile di Intesa o del Milan che si occupa della vendita per poter sapere che succede, insistiamo? Ci guardano come se avessimo chiesto dei bot in omaggio. Avanti chi deve fare versamenti e bonifici. Poi la situazione pare sbloccarsi, i posti disponibili compaiono sul terminale ma per l’acquisto è tutto un altro paio di maniche. Niente. Passano altri 20 minuti di tentativi e finalmente ecco i biglietti. Calma, però: «C’è solo qualcosa nel terzo anello». Come terzo anello? Io volevo il secondo. «Finiti». Vabbè, il primo allora. «Solo tribuna rossa, 180 euro». Bell’affare! Magari Ibra e Messi li valgono pure, ma non così. Non dopo 4 ore e 20 di attesa (quattrooreeventi!!) e (quasi) senza alternativa. A che serve allora la fidelity card? Meglio quella del super coi punti fragola. «Meglio i bagarini», mugugnano gli studenti. Già, non è un comportamento da Milan, la squadra più titolata del mondo.

Fabio Cutri (dal sito del Corriere della Sera)

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