Cinque vittorie consecutive non mi hanno convinto

Non va, non va, non va. Comincio citando (o copiando) un vecchio articolo di Gianni Mura sull’Italia di Zoff, ma voglio parlare del Napoli, cercando di scrivere ora quello che non voglio leggere tra un mese.

Il 9 febbraio scorso il Napoli a Siena ha toccato il punto più basso della stagione. Quella squadra era completamente a terra e avrebbe meritato un mazziatone. Personalmente dopo quella partita ho visto gli spettri dell’ultima stagione di Reja, quando a un certo punto sprofondammo senza rimedio. Non è andata così, anzi sono arrivate cinque vittorie di fila, ma i dubbi restano. E andiamo con l’analisi.

Domenica il Parma avrebbe meritato di vincere, questo è pacifico. D’accordo, una partita vinta di mazzo può capitare, un arbitro nel pallone non sempre ti danneggia, contro il Cesena ci avevano rubato la vittoria e ora ce l’hanno restituita. Però abbiamo fatto schifo, ce lo possiamo dire tra noi? Schifo quasi in tutto.

A cominciare dalla difesa. Grava: ammonito dopo un minuto. Inevitabile, se il miglior giocatore avversario finisce nella zona del tuo uomo meno bravo. Voglio bene a Grava, mi dispiace che si sia fatto male, ma ogni volta che va in campo io mando una bestemmia alla società: è possibile che si debba ancora ricorrere a questo eroico gregario 35enne, carico di acciacchi, perché nessuno è mai riuscito a trovare un difensore decente? Guardate quanti ne abbiamo bocciati per manifesta inutilità: Rinaudo, Cribari, Santacroce, Fideleff… Certo, Britos non va ancora giudicato (anche se temo che sia una pippa), ma vista la gravità del suo infortunio di agosto qualche contromossa andava prevista, almeno a gennaio. Poi c’è Fernandez. A molti piace. Non capirò mai perché. Basta riguardare l’azione del pareggio del Parma: sul corner lui segue Zaccardo, lo segue… lo segue… poi si volta a guardare l’avversario che calcia in porta dal limite. Ecco, in quel momento s’imbambola, forse sta pensando al Dulce de leche che gli preparava sua nonna da piccolo, forse sogna una bella ragazza, ma intanto Zaccardo fa gol. E’ questo il vostro Fernandez.

Campagnaro: non è più quello di inizio stagione. E’ esperto, ma il peso della sua esperienza comincia a sentirlo anche nei pantaloncini (riciclo in versione censurata una vecchia battuta da stadio, rivolta anni fa al buon Magoni). A sinistra non sa giocare, regala per motivi tuttora ignoti il corner del pareggio parmense. E’ stanco, dovrebbe riposare, ma Walter, pur di non mettere in campo Fernandez dall’inizio, sarebbe pronto a convocare pure Bruscolotti. Come lo capisco…

Cannavaro: non è Rudy Krol, qualcuno glielo dica, la smettesse di fare lanci lunghi. Col Chelsea ha fatto un errore grave, ma non mi preoccupa tanto lo svarione quanto la modesta qualità delle sue partite. Nel complesso i difensori fanno girare il pallone con una lentezza esasperante, e spesso lo buttano via. Forse a turno i centrali di centrocampo dovrebbero arretrare per farsi dare la palla e avviare l’azione.

Già, i centrocampisti. A Gargano non mi sento di dire nulla. Inler continua a non entusiasmare, ma sembra almeno aver capito una legge fondamentale: in questo Napoli chi non corre resta in panchina. Dzemaili cerca di correre, con l’Inter ha giocato proprio bene, lo ammetto, ma era nella posizione di Hamsik. Come incontrista o regista ha sempre deluso. Sarebbe utile avere un altro uomo da alternare in mezzo al campo. Non ci voleva un genio per capire che Donadel non avrebbe recuperato, se Mazzarri non lo ha mai neanche convocato un motivo ci doveva essere. No, non ci voleva un genio per capirlo, ma solo qualcuno un po’ più intelligente di Bigon. Al quale non perdono la seguente dichiarazione: “Prendere Pazienza? No, nessuno ha quattro mediani forti come i nostri”. Quattro?

Dovrei parlare dell’attacco. Lavezzi si è messo a segnare. Ah. Ma anche nell’autunno del 2010 aveva infilato un gol dopo l’altro (Liverpool, Milan, Brescia, Cagliari…). Poi sì è fermato. Non illudiamoci troppo. Cavani? Va sempre in campo, non ha alternative, le azioni di Pandev sembrano in ribasso. Ma ‘sto povero Cavani quante partite deve giocare? Fisicamente è un mostro, d’accordo, ma non si uccidono così anche i cavalli?

A proposito, ma questo Vargas che lo abbiamo comprato a fare? Avevamo già due punte di movimento, a che ci serve? Per il futuro? E allora potevamo lasciarlo in Cile fino a giugno, e intanto prendere un vero sostituto di Cavani. Insomma, io non lo so come va a finire questa stagione, tutto può essere. Però lo ripeto: non illudiamoci troppo, quando si sognano cose troppo belle il risveglio è più crudele.

Giulio Spadetta

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