Sul caro-biglietti i quotidiani napoletani riscoprono il vecchio caro giornalismo anglosassone

Il caro-biglietti, ovviamente, è cosa che non riguarda i giornali napoletani. Però rispetto allo sfogo “a Napoli non funziona un cazzo”, è stato fatto un significativo passo avanti. La notizia è stata riportata con esemplari pezzi di cronaca, rifacendosi al vecchio caro giornalismo anglosassone: bisogna rispondere alle domande chi, cosa, quando, dove, perché. Nel caso del Mattino anche con evidenza, la terza pagina dedicata al Napoli; il Corrmezz un piede nello sport e Repubblica le classiche venti righe all’interno seppur richiamate in prima in basso a sinistra. Non ho visto Gazzetta e Corriere dello sport. Di corsivi, brevi commenti, minieditoriali, graffi, o qualsivoglia spunto di riflessione (sia pure per sostenere la tesi che De Laurentiis abbia fatto bene, e la vendita dei biglietti lo dimostrerà), ovviamente nemmeno l’ombra. Resta un mistero il perché di politica, spesso, si scriva di tutto di più, mentre la cortina di ferro che avvolge il nostro Napoli sarebbe stata il vanto del signor Ceausescu.

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