Le strane amicizie di Santacroce e Lavezzi

E’ un’antica, consolidata commistione, divenuta colonna sonora, e il bandito & il campione – De Gregori docet – stavolta è un must calcistico del Terzo Millennio. Accade a Napoli, negli anni passati: Fabiano Santacroce, difensore promettente, persino una convocazione in Nazionale prima di scivolare all’indietro, diviene amico di Francesco Fucci, capo degli ultrà del Bronx, e va a trovarlo a casa, però mentre vige il regime restrittivo degli arresti domiciliari. Il riassunto di un sodalizio anomalo è nell’ordinanza del gip, Luigi Giordano: «Il calciatore si è recato, a seguito di convocazione, presso l’abitazione di Fucci per portargli gadget ed omaggi vari. E Santacroce era consapevole della condizione esistente al momento della sua visita» , celebrata con la consegna di sette maglie, di vari colori, di vari atleti.
EL POCHO E IL FIGLIO DEL BOSS – Ricompare, all’improvviso, Antonio Lo Russo, allo stato latitante, il figlio del capoclan Salvatore, che durante Napoli-Parma (10 aprile 2010) viene fotografato a bordo campo. C’è arrivato con uno stratagemma, risulta infatti nell’elenco dei manutentori, però intanto ha intrecciato rapporti con Lavezzi, che ha confermato in un interrogatorio ai pm questo rapporto: «L’ho conosciuto come esponente della curva B ed è venuto anche a casa mia con alcuni sostenitori. Per me era un capo della tifoseria ed in Argentina è normale incontrare fans, anzi è un’usanza diffusa. Dico anzi che quando si profilava la possibilità che lasciassi Napoli, fu lui ad attivarsi perché in curva B fosse esposto uno striscione che m’invitava a non andar via. Con Antonio era nata una certa confidenza al punto che veniva a casa pure senza preavviso; poi ho saputo che è latitante in quanto camorrista, ma posso garantire che fino a quel momento non sapevo chi fosse» .
SANTACROCE – «Cerchiamo di avere buoni rapporti con la tifoseria, soprattutto organizzata, anche perché questo ci consente di giocare con minore pressione». Questa la versione di Santacroce sui suoi rapporti con Fucci, al quale l’ex azzurro portò una maglietta a casa. «Mi sembrava una persona a posto, e sapevo che era agli arresti domiciliari, per avermelo detto lui stesso al telefono».
Corriere dello Sport

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