I giornalisti inglesi si lamentano del San Paolo e la questione stadio torna d’attualità

Un San Paolo senza il vestito della festa. È quello che hanno raccontato i giornali inglesi al novantesimo minuto. Città da Champions, squadra da Champions, giocatori da Champions, tifo da Champions. Lo stadio: non pervenuto. Scomodo e poco ospitale tanto per chi ci lavora, tanto per chi si gode la partita. Del resto una delle polemiche sull’elevato costo dei biglietti del settore distinti (100 euro) poggiava proprio su questo argomento: troppo cari per un posto così. E il futuro non è dietro l’angolo, eternamente in bilico tra un nuovo impianto da costruire nell’area di Ponticelli e un profondo restyling dell’arena di Fuorigrotta. La Convenzione con il Napoli di De Laurentiis scade nel 2014 e intanto si lavora. «I giornalisti inglesi che si sono lamentati del San Paolo hanno pienamente ragione – sottolinea l’assessore allo sport del Comune di Napoli Pina Tommasielli – ma cominciamo a ricordare ciò che abbiamo fatto. Lavori necessari altrimenti queste partite le dovevamo giocare a Roma».
Gli ultimi interventi risalgono alla scorsa estate: spicconatura di intonaco, rimozione di una parte della rete metallica posta a protezione del settore ospiti dello stadio (come richiesto dalla commissione Uefa), adeguamenti della sala regia e controllo come richiesto dalla Questura di Napoli e della palestra ospiti, allestimento della nuova sala stampa nei locali della ex sala conferenze, dei locali di rappresentanza Uefa e di altri ambienti minori dello stadio San Paolo. Costo 245.000 euro. E arrivò il via libera per disputare le gare internazionali. In attesa del nuovo stadio poco o nulla cambierà. Nessun lavoro previsto. Solo il collaudo relativo alla staticità dell’intero edificio che andrà a gara in breve termine. Non si parla di tabelloni. «Spettano a De Laurentiis – continua la Tommasielli – dovevamo attendere un anno ed è trascorso. Vedremo, valuteremo».
Allo studio anche altre soluzioni, come dei semplici display ma la sensazione è che per vedere un gol in replay, forse, bisognerà attendere un nuovo stadio. Il sindaco de Magistris in occasione di una visita al carcere di Poggioreale promise:«Entro la fine del mio mandato (2016) Napoli avrà uno stadio nuovo ed efficiente, tra i più belli in Italia». Dove? «I nostri tecnici stanno facendo dei sondaggi – continua l’assessore allo sport – C’è uno studio di fattibilità, urbanistico e di viabilità sull’area di Ponticelli. Alla fine prenderemo la migliore decisione possibile». De Laurentiis sarà sempre l’interlocutore principale? «È il presidente del Napoli ed è logico che avrà una posizione preminente in entrambi i casi, ma noi agiamo in nome di tutta la collettività». In ogni caso lo stadio dovrà essere capace di ospitare almeno 70mila persone. Per il sindaco un impianto di 50mila posti è infatti troppo piccolo per Napoli. In caso di ristrutturazione, il San Paolo vedrà scomparse totalmente le strutture in acciaio, una riqualificazione totale degli spalti e dello spazio esterno, una nuova copertura moderna e avveniristica. Tempi di decisione? «Qualche settimana». Parola di de Magistris.

Fonte: Il Mattino

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