Francini: «Ho ancora nelle orecchie il boato del San Paolo»

“Il sogno l’ho vissuto, ed anche ad occhi aperti. Quelli di quasi 85 mila tifosi erano invece puntati su di noi. Peccato… ma fu un’esperienza senza paragoni. Posso capire quale sia adesso lo stato d’animo di questi ragazzi. Io l’ho vissuto sulla mia pelle e ancora mi vengono i brividi”.

Il “remember” è quello di Giovanni Francini: correva il 30 settembre del 1987 ed il saettante cursore di fascia sinistra fece gol nientedimeno che al Real Madrid di Butragueno (ottavi di Coppa Campioni). Altre storie, altri tempi, ma anche quello era di tutto diritto un Napoli formato Europa, un Napoli che faceva paura perché vi militava il più forte di tutti i tempi.

“Posso confermare. Eravamo una gran squadra, peraltro galvanizzata dalla conquista del primo scudetto e, ricordo bene, ancora molto affamata. Quella notte, caricati a molla e pronti alla battaglia, per lunghi periodi schiacciammo i “merengues” nella loro area, ma non vi fu verso. Gli assalti su assalti non ci portarono oltre il pareggio, che ci disse male dopo la sconfitta al Bernabeu per 2 a 0. Però che notte! Feci il gol più bello della mia vita dopo nemmeno dieci minuti e con l’assist di Diego. Prima ci misi la testa e poi, dopo la respinta corta di Buyo, riuscii ad insaccare. Credetemi, quel boato ce l’ho ancora nelle orecchie. Intatto. Tornando a centrocampo ebbi la sensazione di sbandare, le gambe a malapena mi reggevano”.

CHE BACHECA – Giovanni Francini da Massa, ed ora a Viareggio, di certo non è l’ultimo arrivato in casa Napoli. In sette anni di casacca azzurra ha messo insieme 184 presenze e dieci marcature, tra cui il gioiello di Coppa Campioni. E non solo, per lui anche uno scudetto, una Supercoppa italiana e la Coppa Uefa.

“Lo scudetto è già di per sé una cosa ineguagliabile, ma la Coppa, ah la Coppa Campioni o Champions se volete, credetemi, ha un fascino inimitabile”.

IL PRONOSTICO – Ci troviamo in argomento, e allora domani? “Domani sera, come faccio sempre, tiferò Napoli. Cosa ne penso di questa sfida? Penso che l’atmosfera sarà più o meno quella di un quarto di secolo fa, anche se sono cambiati i modi di dire e le “musichette”. Questo Napoli mi piace e mi entusiasma, perciò credo che il Chelsea sia alla sua portata. Ho visto le ultime partite dei “blues” e non mi sembra roba trascendente. Per contro, quello che ha fatto il Napoli in casa dei “viola” mi è rimasto impresso. Stravincere con una tale naturalezza, a soli quattro giorni dalla partita più importante dell’ultimo ventennio, non è cosa da poco. Inizio a pensare che l’autostima e la maturità di questi ragazzi sia in crescita esponenziale. Massù… dai, mi voglio pure sbilanciare: per me finisce 2 a 0, uno dei due gol porterà il sigillo del Matador. Lo reputo uno dei più forti al mondo nel suo ruolo”.

E lei se ne intende di attaccanti giusto?

“Nel mio piccolo (ma non ci crede neppure lui) ho avuto a che fare con i vari Gullit e Van Basten soprattutto con quest’ultimo. Ecco, Edinson in qualcosa lo ricorda, forse meno tecnico ma più totale”.

Fonte: Corriere dello Sport   (areanapoli.it)

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