Il Napoli di quest’anno fa molto Liverpool di Benitez

Anche nel calcio, ci sono squadre che escono raramente dallo spartito. Viaggiano a giri bassi e hanno l’affidabilità di un antico Maggiolone: basta girare la chiave, sai che vanno. Altre squadre preferiscono confronti diretti e strade più brevi, come ciclisti che si esaltano nelle tappe di montagna. Hanno motori scattanti, se li smanetti fanno male. Ci sono esempi vicini e lontani. Il Parma di Scala, per dire: negli anni Novanta strappò la Coppa Uefa alla Juve che vinse il campionato e la Coppa Italia. O il Barça di Van Gaal: a un certo punto volava in Europa, franava nella Liga. Pensiamo al Liverpool di Rafa Benitez. Giù in Premier, su in Champions. I Reds hanno quel dna: lottano, combattono, si esaltano quando l’adrenalina sale. Danno il meglio sul breve, nel dentro o fuori. Se cala la tensione, rischiano brutte figure. Il Napoli di quest’anno è così, fa molto Liverpool. La squadra di Mazzarri nei confronti diretti con le big è super. Ha travolto Milan (3-1) e Inter (3 0), liquidato l’Udinese (2-0), messo in grande difficoltà la Juve (3-3). Però si è piegata con Chievo e Catania, piccola con le piccole. Questo spiega perché è tagliata fuori dallo sprint scudetto. In Europa è un’altra storia, il Napoli non si è concesso amnesie. Mazzarri ha fatto un’impresona, battendosi alla pari con giganti come Bayern e City, per vincere alla fine lo spareggio con Mancini. Peccato che con la squalifica di ieri, il tecnico non potrà andare in panca negli ottavi col Chelsea. Vedremo. Certo è che — al netto dello show dell’altra notte — De Laurentiis ha rilanciato il Napoli, restituendogli una prospettiva. Dopo aver steso l’Inter, i gol di Cavani possono portare al San Paolo una coppa: italiana, se non proprio quella con le grandi orecchie. Ogni ciclo felice comincia da un piccolo passo.

Alessandro De Calò
La Gazzetta dello Sport

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