Domeniche noiose e mercoledì adrenalinici. Poi a giugno i nodi verranno al pettine

Giugno. Aspettando giugno. Tanto prima o poi arriverà e tireremo le fila di questa stagione. Sì, è vero, abbiamo altre due match decisivi per decidere se sorridere o meno: il primo è il cammino in Coppa Italia. Vincerla sarà pur sempre un trofeo ma diciamoci la verità rischia di essere  un brodino caldo.  Se io lanciassi un sondaggio, meglio la Coppa Italia o un’altra stagione in Champions League, sono convinto che il commento non sarebbe assolutamente unanime. Ci spaccheremmo su quanti vogliano alzare un trofeo dopo tanti anni (e disputare la supercoppa che come giustamente sottolinea Giacomo 1968,  non si giocherà a Pechino ma a Milano o Torino a seconda di chi vince lo scudetto) e quanti vogliono sentire la musichetta che tanto ci piace per un’altra stagione. Il match contro il Chelsea è il secondo appuntamento di stagione. Paradossalmente dimentichiamo la domenica. Per divertirci dovremo aspettare i mercoledì di coppa. Vedremo Vargas giocare la domenica (se gioca) e Lavezzi il mercoledì. Cavani riposerà contro il Milan oppure contro il Siena? Strana stagione quella napoletana. Ne abbiamo viste tante, vedremo anche questa. E allora giugno. Credo che solo in quel momento si capirà se il Napoli vuole fare il salto di qualità o meno. Trattenere i campioni significherà un progetto di crescita. E perché no, convincerli che si può puntare allo scudetto con meno pressioni infrasettimanali e un progetto nuovo al quale Mazzarri deciderà o meno di partecipare. Non trattenerli (con Raiola che vorrebbe tanto portare Hamsik lontano) potrebbe significare ripartire daccapo perché alle spalle dei tenori non ci sono cantanti capaci di recitare lo stesso spartito e reinvestire gli introiti per acquistare  buoni giocatori significa comunque far ripartire un progetto che ha bisogno di tempo. E allora giugno. Ci aspettano domeniche di attesa e mercoledì di adrenalina. Spero di sbagliarmi ma a giugno De Laurentiis dovrà necessariamente scoprire le carte e capiremo che Napoli sarà.
Paolo Carafa

p.s. Non è che non credo alla lotta per il terzo posto. Ma obiettivamente è difficile, tanto difficile.

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