Reati da stadio, se non scontano le pene

Ha lanciato bottiglie contro gli steward durante la partita Napoli-Bologna, è stato arrestato, processato per direttissima e condannato ad un anno e tre mesi di reclusione, con sospensione della pena, oltre ad un anno di Daspo. Il tifoso, poco prima dell’inizio della partita, ha lanciato dall’esterno della curva A due bottiglie in vetro dove erano gli steward per il controllo biglietti, al varco 22, colpendone uno ad un piede ed una mano.  Rincorso dagli agenti che avevano notato la scena, è stato bloccato ma, pur di scappare, non ha esitato a colpire con una testata un poliziotto. L’agente ferito guarirà in 10 giorni, mentre lo steward ha riportato piccole contusioni.
Fin qui la notizia. Ora la riflessione. Sospensione della pena significa che questo signore, per cause a me ignote, potrà tranquillamente tornare all’esterno dello stadio e fare la stessa cosa. Beh, e qui non ci sto. Perché sospensione della pena? Perché non c’è la certezza che chi si macchia di reato non sconti immediatamente quello che deve scontare, magari in misura minore perché incensurato e ha tutte le attenuanti del mondo ma un segnale lo si deve pur dare. L’impunità è ciò che è alla base dei reati da stadio e non solo. La mancanza della certezza del diritto e della pena che rende sempre più forti queste persone e sempre meno quelli che vogliono andare allo stadio tranquillamente. Da chi frequenta la curva a quelli che vanno in tribuna.
Paolo Carafa

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