Quagliarella: Se segno a Napoli non esulto

Fabio Quagliarella, assurto a sorpresa al ruolo di bomber stagionale della Juventus, parla del suo momento magico in un’intervista rilasciata al quotidiano torinese “La Stampa”:
Il 2011 sarà l’anno di Fabio Quagliarella?
«Rispondo tra 365 giorni».
Intanto s’è portato avanti per battere il suo record di gol.
«Di questi tempi ero arrivato a nove anche con la Sampdoria, vediamo. Se dicessi che non ci penso, sarei ipocrita, perché la speranza è di farne il più possibile: ma vorrei gol che facciano punti, gli altri non mi interessano».
Di tacco, da lontano, in rovesciata: normali?
«Faccio anche quelli. Ma per quelli c’entra il mio istinto, che mi spinge a provare giocate improbabili».
Da dove prende l’ispirazione?
«Lo facevo da quando ero ragazzino. Poi vedo i gol in televisioni, e alcuni mi piacciono proprio. Allora mi dico: ci devo provare».
Il più bel gol del calcio?
«Per eccellenza, è quello di Diego ai Mondiali, per la facilità di come è arrivato in porta. Inimitabile».
Peschi tra i suoi.
«Da centrocampo, con il Chievo, e al volo contro il Napoli con la maglia dell’Udinese. E con il Napoli, contro l’Atalanta. Me li ricordo quasi tutti. O il gol al Mondiale: per me era all’esordio, un pallonetto, anche se non è servito a niente»
Idoli di gioventù?
«Montella, Shevchenko. Lo stesso Del Piero, e come fai a non dire Ronaldo, un fenomeno».
Cosa manca alla Juve per essere da scudetto?
«In ogni squadra si può sempre migliorare».
Che cos’ha il Milan in più?
«È una squadra che ha molta esperienza e tanti fuoriclasse, non solo Ibra, e Pirlo, per il quale stravedo. Ma occhio anche all’Inter, ritornerà».
Nel frattempo è arrivato Quagliarella: sorpreso da se stesso?
«Ero sereno, sapevo che avrei giocato nel mio ruolo, seconda punta».
Però è l’eterno sottovalutato: perché?
«Forse non balzo gli occhi alla critica perché faccio una vita normale. Sono poco personaggio».
Ci può provare: dicono abbia soffiato la ragazza a Ronaldinho.
(sorride). «Macché, con Sara Tommasi siamo solo amici, veramente. La conosco da un mese e mezzo».
Incavolato? Per i critici, non per l’amicizia.
«Certe volte mi diverto. La cosa più bella è smentirli. Come al Mondiale: mi avevano fatto fuori già al primo giorno di ritiro. Perché mi vedevano triste: difficilmente facendo le ripetute vedi uno sorridere, mentre si fa un mazzo così».
Sottinteso: ho sgobbato tanto per essere qui.
«A livello professionistico ho giocato in tutte le categorie e nessuno mai m’ha regalato nulla, neppure una briciola. Merito dei sacrifici, della voglia di arrivare e sudare, e di superare i momenti difficili, con l’aiuto della famiglia».
Si faccia un regalo per il 2011.
«Vincere qualcosa, sarebbe ora: fin qui ho vinto solo un campionato di serie B».
Rimpianti?
«No, rifarei tutto. Dagli errori, migliori»
Tra sette giorni ritorna a Napoli.
«Una partita speciale e bella, so che i biglietti sono già tutti venduti»
S’aspetta fischi?
«Se si deve valutare da quello che uno ha fatto in campo, come è giusto che sia, con il Napoli sono andato in Coppa, e non ci andava da anni: credo che un briciolo di merito sia anche mio. Poi ognuno valuti a modo suo».
Diciamo che fa gol.
«Non esulterei»

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