Meraviglioso giocattolo che può solo crescere

Godi fanciullo mio stato soave, stagion lieta è codesta. Non tanto per andar di letteratura, quanto piuttosto per ritrovare lo stesso entusiasmo che Napoli provò nell’era della Ma-Gi-Ca. Lavezzi non è discendente diretto di Maradona, Hamsik è tutt’altro che Giordano, ma in assenza di acronimi validi anche tatticamente resta quel Ca di fondo. Careca allora, Cavani oggi. Oggi e un pò anche Moggi. Oggi che la Juventus non è più Moggi nè più così tanto Juventus, oggi che il Napoli al contrario sembra poter tornare Napoli. Segnali importanti dal Vesuvio, a dispetto dei protagonisti in campo travestiti da avversari. Perchè davanti al Napoli di oggi non avrebbe trovato vita facile neppure la Juventus di ieri. Segno che la dirigenza lavora di fino, che Mazzari ci mette del suo, che il gruppo è un gruppo vero. Nel quale manca la stella come Maradona era, ma della quale stella non si sente affatto la mancanza. Perchè qui di stelle ce ne sono tante, a turno, che ne avanzano persino. E -per tornare alla letteratura- se le stelle altrui stanno talvolta a guardare qui invece corrono, lottano, sgomitano, l’una al servizio delle altre, degli altri. Perchè questo Napoli è un’orchestra meravigliosa che suona a memoria un classico calcistico un pò come quella di Arbore suona le melodie in giro per il mondo. Perchè è un giocattolo che può solo crescere, perchè è un meccanismo oliato ed efficiente che rischia di incepparsi se dovesse arrivare un pezzo nuovo incapace di calarsi nel ruolo, nella parte, nelle vesti di co-protagonista. Perchè tanti co-protagonisti possono vincere un Oscar tutti assiene (e scudetti, e coppe) meglio delle armate Brancaleone di troppi galli nel pollaio. Questo Napoli è il più bel regalo che il calcio potesse concedere al Sud calcistico. Un pò meridionale, un pò toscano, un pò indio, un pò cinematografico, un pò argentino, un pò dell’est. Ingegno e cuore, talento e muscoli e tanta voglia di vincere…
Lucio Rizzica

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