Che Napoli sarà
contro la Juve?

Che senso ha la sconfitta di Milano nel giorno della Befana? Non è stato il miglior Napoli a battersi. Squadra sotto tono, smarrite nella sosta brillantezza e velocità. La bocciatura sarebbe stata cocente se la squadra azzurra avesse giocato ai suoi massimi livelli. E’ mancato un confronto vero.  Il vero Napoli non s’è visto a San Siro. Ha galleggiato per un’ora, poi si è consegnato ad un avversario non irresistibile. Nessuna lezione di gioco. Solo una serata di scarsa vena e di più scarsa condizione fisica. La squadra è andata in crisi a centrocampo dove ha concesso una costante superiorità numerica all’Inter. Gargano (su Zanetti) e Pazienza (su Stankovic) non hanno mai avuto un sostegno dai compagni. Non copriva Hamsik, non rientravano le punte. Thiago Motta e Cambiasso in completa libertà sino a siglare i gol della vittoria interista. Contro la Juventus, al “San Paolo”, si chiude il girone d’andata. Mancherà la sfida tra Cavani e Quagliarella, bloccato dal brutto infortunio al ginocchio che lo terrà fermo per mesi. Si attende la riscossa dei tre tenori azzurri che hanno steccato la prova milanese. Ma la sosta ha penalizzato la tenuta dell’intera squadra. Perciò si può parlare di sconfitta da mettere in archivio senza troppe apprensioni. Non è ancora risorta l’Inter, non è finito il Napoli. Ma serve una immediata “risposta” contro la Juventus, squadra che in trasferta subisce poco (cinque gol in nove partite). Infortuni e squalifiche impediscono alla Juve di presentarsi al meglio, ma il carattere e la grinta della formazione bianconera sono proverbiali. Verrà a battersi alla morte per non scomparire dal giro-scudetto (il Milan è già avanti di otto punti) e per non rischiare anche la zona-Champions mentre sono in forte progresso la Roma e il Palermo. Tre giorni dopo Milano, quanto saprà recuperare il Napoli della sua migliore condizione? E’ questo l’interrogativo del match contro la Juve. Una squadra azzurra in salute non dovrebbe temere la Juventus che ha problemi maggiori, ridotta all’osso la disponibilità di attaccanti e con un centrocampo in condizioni precarie. La sfida ha un sapore antico di fiera rivalità. La Juve ha pagato pedaggio al “San Paolo” nelle ultime quattro apparizioni (tre vittorie del Napoli e un pareggio). Il trend azzurro è positivo. Ma la squadra dei “titolarissimi” deve tornare al suo migliore standard di rendimento, cancellando il calo di Milano. Il mese di gennaio con sei partite in programma, cinque di campionato e una di Coppa Italia, non dà respiro. Battendo la Juve, il Napoli potrà girare a 36 punti. Sarebbe un record nel girone d’andata per la gestione De Laurentiis. Ad ogni sconfitta, il Napoli ha fatto seguire una pronta ripresa. La storia potrebbe ripetersi, dopo il tonfo di Milano, a patto di rivedere il Napoli delle tre vittorie consecutive di fine anno, cioè la squadra ardente e irriducibile giunta a conquistare il secondo posto. Mazzarri ha idea di quello che è successo a San Siro per porvi rimedio?
MIMMO CARRATELLI

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