Caro Fabio, auguri, stasera mi mancherai

Caro Fabio,
avrei voluto vederti in campo, avrei voluto fischiarti, avrei voluto strizzare l’occhio al tifoso che mi siede accanto dicendo “però è jucatore”. Mi dispiace dal profondo del cuore che tu  non ci sia. Avevo paura di te, paura che potessi segnare e zittirci tutti, inutile negarlo. Ricordo ancora oggi quello che qualcuno ha chiamato tradimento, qualcun altro  opportunismo, ed altri ancora l’inevitabile. La mattina di Elfsborg-Napoli. Erano più o meno le 10 quando apparve il sottopancia di Sky: Quagliarella alla Juventus. Telefonate con gli amici in Svezia: “Ma è vero?” All’improvviso la partita che ci poteva far conquistare i gironi di Europa League, quelli che non avevamo mai visto,  nemmeno in playstation, divenne una delle più inutili gare della storia, quasi come quella di domani. Che sfizio c’è a giocarla? Tu che vai sotto la curva, il rimpallo di responsabilità. Napoli divisa come mai negli ultimi anni. E’ colpa di De Laurentiis, no, è colpa di Quagliarella, no, è colpa di Mazzarri che non ti ha voluto, o di Lavezzi che ti ha fatto la guerra, o forse tua che non ti sei mai integrato.
Stasera avrei voluto fischiarti ad ogni tocco di palla, e con il Napoli in vantaggio 5-0 magari vedere un tuo gol, uno di quelli impossibili per poterti applaudire nello spirito dell’onore delle armi che avresti meritato. Caro Fabio hai sbagliato in alcune dichiarazioni, quelle dell’amore eterno, della maglia baciata, dei paragoni tra la Juve che vuole sempre vincere ed il Napoli che non è tarato per farlo. Hai sbagliato ma riconosco che tu si jucatore. Ah se il matrimonio fosse andato a buon fine: Cavani, Lavezzi, Quagliarella che grande trio sarebbe stato. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco e la vita ha voluto una cosa differente. Poi il destino (o gli occhi?) Ci hanno messo lo zampino.
Vedrai la partita in tv. Tiferai per la Juve, com’è logico che sia. E forse un po’ ci hai anche schiattato la partita più attesa. Paradossalmente sei tu che hai fatto lo scherzo a noi. Ora riprenditi, rimettiti in sesto. Sei un campione, meriti rispetto ed auguri. Se ne parla l’anno prossimo. L’ultima cosa, a proposito di stile. Ma che vi insegnano a Torino, a sognare in bianco e nero? Toni sembra sia arrivato nella città che ha sempre sognato nella vita dopo averla sempre schifata quando era alla Fiorentina, al Bayern, alla Roma e al Genoa. E Marotta? Già mette in discussione il tuo prezzo del riscatto. Bello stile non c’è che dire. Ma tu si jucatore e ti auguro di fare mille gol. Mai nella porta del Napoli. Ti voglio fischiare, ma in fondo ti voglio anche bene.
Paolo Carafa

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