Auguri Grava, applaudito dal boato del San Paolo

Il boato dello stadio sono abituato a sentirlo per gli attaccanti: Savoldi, Careca, Maradona, e oggi Lavezzi, Hamsik e Cannavaro. Ma quando ieri si è alzato dai distinti il grido “Grava, Grava” che poi si è esteso a macchia d’olio a tutto lo stadio, curve comprese, quelle che di solito non si fanno coinvolgere se i cori non li organizzano loro, devo dire la verità mi ha dato i brividi. Ed effettivamente abbiamo capito subito tutti che c’era qualcosa di grave dietro quella mano che si toccava la gamba e quell’altra che chiedeva aiuto freneticamente. Un vero peccato, sia per il Napoli che perde un giocatore prezioso che per il giocatore per il quale si prospetta una stagione finita per la rottura del legamento crociato. Ora operazione, riabilitazione, un po’ come avvenuto per Lucarelli, Inzaghi, Quagliarella. Sono momenti in cui l’uomo viene prima del giocatore indipendentemente dalla maglia che indossa. Lui soldatino messo ai margini da Reja e rivitalizzato da Mazzarri. Che ha bloccato Ronaldinho, Eto’o, sempre presente e senza mai una sbavatura. Tanto doveva fare e tanto ha fatto. Ieri ad un certo punto ha rubato palla a centrocampo, si è portato ai limiti dell’area e… non sapeva cosa fare ed ha passato la palla in modo sbilenco prima di ritornarsene a casa sua, la metà campo azzurra. Un vero peccato che ha meritato il tributo dello stadio. Stagione finita e anche  carriera in azzurro? Perché in scadenza di contratto, dopo essere aiutato nella riabilitazione, la dura legge del calcio lo potrebbe veder vestire un’altra maglia per la prossima stagione, magari tornando in quella B o quella C che erano i campi che calcava prima di conoscere Mazzarri che ne ha fatto un grande giocatore di serie A. Chissà, vedremo. Auguri Grava, per l’infortunio ed il futuro.
di Paolo Carafa

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