Una pasticca di cavanite
fa passare anche la febbre

Per Napoli-Steaua  la mia banda mi ha abbandonato. Qualcuno è andato allo stadio,come avevo preventivato io, ma sono stato bloccato dalla febbre. Qualcun’altro è rimasto a casa sua con la scusa che la partita era trasmessa in chiaro da rete 4. Ma secondo me sono stati diffidati da mia moglie dal rimanere a distanza di sicurezza dal mi soggiorno. Così ho visto la partita in compagnia del fidanzato di mia figlia, mentre le donne della famiglia si godevano tranquille qualche grande fratello o similia.Il ragazzo è tifoso del Napoli, e non poteva essere diversamente:mia figlia mai mi porterebbe in casa qualcosa di diverso. Mia figlia,quella docile. L’altra, quella che mi contraddice anche sulla tavola pitagorica, sono sicuro che non mi ha portato ancora niente perché non deve essere facile trovare a Napoli un ragazzo milanista o,
peggio, juventino. Un poco il mio stato febbrile,un po’ le raccomandazioni delle donne (non facciamoci conoscere),un po’ perche la partita non era poi così esaltante, il primo tempo è filato via senza grossi scossoni.C avani non aveva fatto nessun recupero con rientro alla Krol (una droga olandese grezza (Ruud) che ho fumato in gioventù. Nel secondo tempo sentivo che qualcosa doveva succedere. Quando Cavani ha preso il palo è stato come se mi avesse colpito in pieno viso. Sono crollato sul divano. Mi mancavano le forze e le serpentine del Pocho. Avrò stramaledetto mille volte Zuniga e Maggio che non mettevano una palla decente al centro per Matador. I rumeni stramazzavano per terra e non si rialzavano più: sembrava che fossero falcidiati da una mitragliatrice.
Al 92’ S.Gennaro si materializzava al S.Paolo per battere un calcio d’angolo. Cavani si librava in aria con la sua chioma da Jesus Christ Superstar e metteva la palla in rete. Quello che correva verso il pubblico lanciando baci non era un calciatore,ma il Maestro che portava per il mondo il suo Verbo! Il miracolo si completava con la scomparsa della febbre ed il ritorno dell’appetito:non avevo toccato cibo per tutta la giornata. Una cosa del genere era accaduta a mia moglie circa 27 anni fa,quando portammo in ospedale la nostra bambina di 40 giorni. La stessa febbre altissima l’aveva mia moglie. Ma a lei non fu praticata alcuna terapia:bastò quella della bambina per tutte e due. Quando,dopo una notte passata, lei al capezzale ed io in sala d’attesa, si avvicinò piangendo, per un momento pensai: E’ mort ‘a criatura! Poi mi
accorsi che erano lacrime di gioia. la bambina stava bene, e anche lei:c on le guance bagnate e senza trucco sembrava una rosa irrorata di rugiada mattutina.
Ora io non pretendo di sembrare una rosa, tutt’al più, con i miei capelli arruffati e la barba incolta, posso sembrare ‘nu cavlsciore spampanato. Ma l’iniezione di cavanite azzurra direttamente nelle vene ha avuto lo stesso effetto che ebbe la guarigione della bimba su mia moglie. Per non avere ricadute il medico mi ha prescritto la vittoria sui giallorossi salentini, che dovranno essere affrontati come se fossero le camisete bianche del real leccid oppure i red del leccester united. Tutto questo mentre il De Laurentiis vorrebbe convincerci ad andare a vedere Natale in Sudafrica. A noi basta fare Natale in Europa.
anche senza Belen. Ma al secondo posto.
Pasquale di Fenzo

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