Rassegnatevi, avete
il cinismo delle grandi

E’ ufficiale. Il Napoli è una grande squadra. Gli ingredienti sono quelli classici: cinismo, non prenderle, fortuna. E’ una grande squadra e ne sono sinceramente ammirato. Non c’è niente di male nell’essere una grande squadra. Oddio. Fa miglior figura la buona squadra ossia la squadra buona. Quella che gioca un gran calcio, che vorrei ma non posso, che sbaglia il rigore che c’è a prescindere se arbitro (bene) fischia, che becca gli arbitri casalinghi fuori casa, quella che si immola nell’albo d’oro dei vincitori morali. Il Napoli non sembra abbia voglia di sacrificarsi in tal senso. Almeno in campionato.
Quattro goal per tre vittorie consecutive, casa e fuori. Tre gare condotte con ordine e un pizzico di furbizia. Rassegnatevi. Il Napoli è una grande squadra. Vince come le grandi squadre, con gli episodi a favore, con la vita che ti va anche per il verso giusto. Con i legni, le assenze pure quelle mentali, Evangelisti direbbe col permesso degli altri. Come le grandi squadre, come anche il Napoli di coppe e scudetti coi rigori con lo Stoccarda o le monetine e i bulloni di Renica ed Alemao. Così fan tutte quelle negli albi d’oro. Niente di male, anche il male fa buoni i punti. Tanto si perda o si vinca il guaio lo fai comunque, il vero guaio è che si suda lo stesso.
C’è spesso un piccolo crimine dietro i successi e non c’è da abbassare la testa come dice Del Neri. C’è da alzarla e prender la buona sorte come buon augurio. Va a Brescia in una domenica di tregenda. Senza Diamanti. Il Brescia prende due legni poi sfiora con Caracciolo in area. Ma una giocata una sola di Hamsik, Lavezzi a botta sicura e via coi tre punti. Parma al San Paolo, ripartenza in casa propria su corner degli avversari. Che è tutto dire. Cagliari, minuto novantatré, la squadra di casa obbligata a gettare via il pareggio dai tifosi allo stadio, tutti in avanti, provvidenziale e fortunosa respinta del tiro sardo per il contropiede Cavani-Lavezzi. Nove punti, zero goal incassati. Pochi fronzoli, poche idee ma per fortuna fisse. Il miglior arbitro italiano per la peggior trasferta, è da dirsi. Il Napoli va a Cagliari arbitrato da Rocchi. Un segno di rispetto inequivocabile. Non arrossite. Un altro al posto di Rocchi, mettiamo che so, il primo casalingo che passa, metti Bergonzi, avrebbe dato il rigore a Cellino per il pugno di Aronica. Rigore che si poteva anche non dare. Ma ci vuole attenzione e ci vuole fortuna. Mentre altri s’arrangiano, la grande squadra no.
Diciamola bene. tutti si arrangiano. La grande squadra si arrangia meglio. E non abbassa la testa se nel gioco dei se le va tutto bene. Se non trova Diamanti a Brescia, uno capace di far aprire la bocca a Del Neri che neanche mai il dentista. Se trova la forza di prendersi tutto, persino i dubbi, i fischi. E lo fa con poco. Pochi giocatori, pochi goal presi, avversari un po’ minchioni. Un goal massimo due, altro che primato dei goal fatti buono per farsi riconfermare in panca in provincia. La grande squadra è questa. Alza la testa per farsi baciare dal fato. Perché se abbassi la testa e non guardi classifica o il contropiede che devi fare finisci in un film di Sergio Leone. Giù la testa: parentesi, se lo fai sei un coglione. Il Napoli è una grande squadra. Però intesi. Rocchi e Diamanti, si fa un poco per uno.
Vincenzo Ricchiuti

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