Moustalgia canaglia
Che triste senza di lui

Ieri sera a Paradas Romero, protesta e viene sbattuto fuori, nella Liga non gli era mai successo. E Mou che ti combina? Va via? Macché. Si siede vicino ad un tifoso avversario, segue la partita da lontano ma non troppo. Nessuno gli dice niente: cosa gli dici ad uno che sembra il prodotto di una realtà aumentata, che guarda il campo con la faccia di un Calimero con la cazzimma, di uno Snoopy con la rabbia?
Oggi se vuoi vederlo devi aspettare le due sere di Champions durante le quali i suoi rifilano quattro gol al Milan. Quando torna al “Meazza” di Milano fa il tre con la manina ai rossoneri, ricordo del triplete nerazzurro. E tutti escono pazzi. E alla conferenza stampa sfodera una sciarpa nerazzurra. Se l’avesse saputo, avrebbe anche gridato «Libero di scegliere!» come quella pubblicità orribile di Premium. Inarrivabile Mou, un domatore che mette la testa nella fossa dei Leoni e li umilia trasformandoli in agnellini.
Da ciò capisci perché da quando è andato via Josè Mourinho il già triste calcio italiano è ancora più povero.
Che cos’è? Il calcio degli Agnelli che ancora reclamano scudettini, di Cassano Peter Pan chiagnone di casa nostra, di Quagliarella trattato come manco un Cesaricida? Di Totti che urla il “Semper fidelis” ma non si sa se ai giallorossi o agli spot del cellulare? Del Milan sopravvalutato, del Napoli che – consentitemi di fare l’eretico in casa azzurra – soffre della sindrome del cinepanettone, ovvero se non fa il botto, dopo Natale vale poco o nulla?
Per non parlare dell’Inter di Rafa Benitez che soffre della crisi Mou. Una crisi come quella dell’ex moglie di un miliardario che ha fatto la bella vita ma anche firmato un accordo prematrimoniale blindato: dopo tanto lusso, riuscirà a riadattarsi?
In tutto questo bailamme Mou era il crazy diamond, il valore aggiunto di un pallone sgonfiato o troppo “abbuffato”.
E concludo con le parole di Paolo Conte che sembrano scritte apposta per lui:
Cuanta pasiòn en la vida
cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que vision pasionaria
trascendental!
Ciro Pellegrino
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