Siamo a diecimila firme
Il gregge cresce, cresce

Diecimila firme in meno di una settimana. Non male. La Tribuna Nisida l’abbiamo riempita tutta, credo anche sotto. L’iniziativa delle donne napoliste può dirsi riuscita e non è ancora finita, visto che l’obiettivo è far scendere in campo lunedì prossimo al San Paolo contro il Palermo il Napoli col lutto al braccio. Perché l’emergenza rifiuti sta ammazzando la nostra città, oltre ad averla già ferita a morte tanto per citare qualcuno che in questi giorni si è pentito di averla lasciata. Non so, adesso tra i napolisti ferve il dibattito: bisogna bussare alla porta del Napoli o no? Decideranno le donne.
Io sono per non bussare, l’obiettivo del Napolista era (ed è) parlare del nostro amato Napoli avendo come unico riferimento la platea, i tifosi, gli appassionati. Se De Laurentiis dovesse accettare la proposta, saremmo onorati di aver partorito un’idea per i napoletani, e sarebbe un gran bel gesto d’affetto verso la città. Da imprenditore vero. Ma sta a lui decidere. 
Il Napolista è un’esperienza fantastica che mi sta consentendo di capire realmente le potenzialità della rete, di toccarle con mano. Certo, non siamo ancora gli Stati Uniti d’America. Lì ormai hanno interiorizzato che il concetto d’intermediazione si sta dissolvendo grazie (o a causa) di un certo Bill Gates. In questi wikigiorni anche il resto del mondo se ne sta accorgendo. Da noi è un po’ diverso, noi siamo il paese del patto di sindacato, ci sono alcuni che sono più uguali degli altri e il branco segue perché al branco è così per natura. Ecco, a me piacerebbe che il branco (va bene anche il gregge, più mite) apra le porte, faccia saltare i cardini come quando un fiume rompe gli argini. C’è più sfizio, per me, altrimenti il Napolista avrebbe poco senso. Ma è un mio pensiero. Diecimila firme non sono poche e per lunedì saranno anche di più. Ripeto, decideranno le donne. Nel frattempo noi siamo contenti di non essere soli.
Massimiliano Gallo

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