Che senso ha acquistare
al mercato di gennaio?

Ok, il Napoli ha bisogno di un giocatore per ruolo: un difensore, un centrocampista, un attaccante. Ma, mi chiedo, che senso ha acquistare a gennaio? Negli ultimi anni, vado a memoria, solo un top player ha cambiato casacca nel mercato di riparazione.  E parlo di Pazzini che ha fatto le fortune della Sampdoria dopo essere scivolato nell’anonimato di Firenze. Poi più nulla. Tanti mezzi giocatori, rimpiazzi, rincalzi, panchinari, tasselli, punteroli, ma architravi no, nessuno. E il Napoli ha bisogno di tre testate d’angolo, non di semplici pezze da mettere a campionato in corso. Arrivare a gennaio significa perdere almeno un mese per inserirsi. Vediamo Yebda. I primi giorni era un carneade (settembre). Poi sono passati tre mesi per vedere il barlume del buon giocatore. Qualsiasi atleta arrivi a Napoli, soprattutto se straniero, difficilmente troverebbe immediatamete posto. Difficilmente sarebbe in grado di incidere sin da subito nel rendimento della squadra.  Specie con i tempi di inserimento di Mazzarri.
Comprare a giugno (a giugno, non a fine agosto) è diverso, perché significa costruire la squadra nel tempo. Mazzarri si è dimostrato abile nel rivalutare giocatori messi all’angolino. Ora si attende il rientro di Lucarelli. Ma serve comprare a gennaio tanto per comprare? Secondo me no. Meglio risparmiare ed investire a giugno. A Napoli servono campioni e, lasciatemi dire, anche il momento no di Hamsik potrebbe essere visto in quest’ottica. Se ci fosse un giocatore da cui imparare, lo slovacco avrebbe la possibilità di crescere all’ombra del campione. Così no, è  un primus inter pares  e magari pensa anche di essere un giocatore già arrivato. Mi piacerebbe un Hamsik in versione Zola che cresca all’ombra di un Maradona. Il Napoli ha bisogno di grassi colpi e quelli è difficile trovarli nei saldi invernali.
Paolo Carafa

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