De Laurentiis: contro il Milan niente tensioni

Da Washington, prima della premiazione della «National italian american fondation», sono arrivate parole di saggezza: «Noi sbagliamo a mettere troppa pressione sul Napoli, sui giocatori e sull’allenatore. Bisogna sdrammatizzare, questa dev’essere la parola d’ordine. I risultati si vedono alla fine del campionato». Si è creato un solido asse tra De Laurentiis e Mazzarri, scelto poco più di un anno fa per sostituire l’incerto Donadoni, l’ex ct a sua volta chiamato per rimpiazzare Reja. Da dieci mesi il Napoli è in zona Europa. Ha accusato battute d’arresto, però mai una lunga e preoccupante flessione. Il tecnico sa che l’Europa League potrebbe essere un handicap per la sua squadra come per le altre: neanche Juve, Palermo e Sampdoria stanno brillando sulla ribalta di un torneo continentale che De Laurentiis vorrebbe abolire affinché vi possa essere un unico grande campionato per club. Ecco perché non ha insistito sulla necessità di centrare il risultato a tutti i costi, anche se sogna di battere il Milan, com’è accaduto nel primo anno di serie A della sua gestione, quando i rossoneri, a un passo dalla Champions, vennero travolti dagli azzurri. «È giusto preparare una partita alla volta, ma è sbagliato creare in chi la deve affrontare un’atmosfera pesante che potrebbe condizionare anche l’atteggiamento in campo». De Laurentiis ha visto giocatori troppo tesi, l’altra sera, al cospetto del Liverpool che pure non aveva né Torres né Gerrard. E alcuni azzurri, nello stanzone di Castelvolturno, si sono lamentati. Un nazionale ha detto ai compagni: «Paura di chi e di cosa? Noi siamo il Napoli».
Francesco De Luca (da Il Mattino)

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