Un napolista a Parigi
si gode lo psicodramma

Parigi. François non mi ha voluto rivolgere la parola. Era troppo nervoso. Eppure è sempre stato un compagnone, uno con cui scherzare sulla presunta rivalità tra Francia e Italia, ma quel pomeriggio proprio no. Attimo di distrazione e dal tavolino all’esterno del suo ristorante, a cui era seduto, è improvvisamente scomparso verso l’interno, giusto in tempo per mostrarmi una mano a mò’ di “Ne parliamo poi, oggi proprio no”.
Da quel giorno, l’indomani della sconfitta dei Bleus con il Messico, François non l’ho più visto. Chissà come sta, anche perché da quel momento tante cose sono successe. Un weekend di paura e dramma nazionale. Parolacce, lacrime, ripicche, accuse di tradimento e addirittura l’intervento del capo di Stato.
Non è solo la Francia calcistica a piangere un’esclusione quasi certa, o comunque non più nelle loro mani, piuttosto un dramma nazionale che sfoga nel calcio frustrazioni che vanno ben al di là del pallone. Sì perché in quei pochi giocatori e in quei pochi giorni si riflette anche una porzione di società (vedi la divisione in clan all’interno dello spogliatoio e la decisione, ad esempio, di lasciare i “Beurs”, francesi di origine maghrebina – Nasri, Ben Arfa, Benzema – a casa). Un dramma nazionale che è andato in onda sulle tv e scritta su tutti i quotidiani nazionali e internazionali del paese.
Insomma, diciamo che, se Lippi, Cannavaro e Co. non ci avessero fatto rimanere in gola l’urlo di gioia che eravamo già pronti a lanciare ieri (eravamo pronti anche per due o tre gridi di gioia, a dire la verità), oggi sarebbe stato tutto un po’ più divertente – sempre rimanendo nel simpatico sfottò calcistico, s’intende. I fatti sono noti. Nell’intervallo della partita tra francesi e messicani, Anelka ha mandato Domenech a quel paese (vabbè diciamo così), attribuendogli anche l’epiteto, amichevole senz’altro, di sporco figlio di p…….. Al che Domenech avrebbe risposto un… ehm… duro e fermo “Tu esci”. Tutto finito? Roba da spogliatoio? Certo, anzi no. L’Equipe di sabato titola con le parole dell’attaccante del Chelsea “Va te faire enculer, sale fils de pute!” (lasciamo a voi la traduzione) e da lì il dramma. Insomma immaginiamo i calciatori arrabbiati con Anelka, e delusi per una prestazione degna della peggiore squadra di serie C, calciatori pieni di vergogna etc… Niente di tutto questo. Parte la caccia al traditore, e a lanciarla è nientepopodimeno che il capitano Evra. I sospetti, secondo noi, sono pochi, dato che sono in pochi, appunto, quelli che si metterebbero contro il clan Ribery-Anelka, quello delle banliueue difficili, quello che avrebbe fatto escludere il “troppo buono” Gourcouff.
Insomma, a parte un Ribery che chiede scusa alla nazione (uàààà, addirittura!) in diretta tv, la nazionale francese riesce a farsi odiare e ridere dietro, d’un colpo, da tutta la stampa nazionale e internazionale e non solo. Bene: Lizarazu, ora commentatore su TF1, dà addosso pesantemente alla nazionale e non è l’unico: avrebbero voluto, insomma, più umiltà da parte di una nazionale che avrebbe sperato in qualcosa in più di un punto nelle prime due partite. I galletti però, decidono di metterci il carico a briscola e lo apprendiamo durante la telecronaca di Italia Nuova Zelanda (in cui i commentatori, non si sa dall’alto di cosa, un po’ ci prendevano in giro). Intervento dallo studio per dire che c’è stato un alterco tra Evra e il preparatore atletico Robert Duverne, alterco di cui vedremo le immagini tra il primo e il secondo tempo. Un po’ ce ne lamentiamo, sicuramente sarebbe stato più divertente della papera di Cannavaro o del nulla di Gilardino, ma tant’è, loro sono seri e aspettano.
Duverne è incazzato nero dato che la nazionale ha deciso di non allenarsi. Troppa vergogna? Affatto. Difendono Anelka. Difendono Anelka? Sì proprio così. E Domenech? Sicuro sarà imbestialito (ricordate come s’era arrabbiato contro Anelka? “Tu esci”). Non proprio… diciamo che legge il comunicato dei giocatori e viene preso per i fondelli dalla stampa nazionale. Crack! Jean-LouisValentin, direttore della delegazione francese, insulta in diretta i giocatori e promette di tornarsene a casa e dare le dimissioni (bastava aspettare un paio di giorni, comunque), Domenech e i giocatori sono derisi da tutti. Scegliere poi di fare quella scena durante un allenamento “eccezionalmente” aperto non è stata la mossa più furba del mondo.
“Da un certo punto di vista la Francia ha già vinto la sua Coppa del Mondo 2010 – scrive Olivier Picard (de Les Dernières Nouvelles d’Alsace) – La storia non ricorderà di questo mondiale che due squadre: quella del paese vincitore e forse ancora di più, la Francia”, “Il mondo intero ci ride appresso” scrive Christian de Villeneuve di France-Soir e giù di “Vergogna”, “Scandalo”. Noi del Napolista diremo “Che scuorno!”, che va bene sia per loro che per noi, a dire la verità.
Insomma Lippi è riuscito anche a farci andare di traverso questa soddisfazione gossipparo- sportiva di napolista all’estero, oltre a farsi ridere appresso, anche lui, perfino in Nuova Zelanda.
E François? François ancora non l’ho visto, ho paura che possa mettermi un lassativo nell’ottima carne… ma facciamo che vi tengo aggiornati e speriamo che fra qualche giorno non sarà io a dovermi nascondere.
Francesco Raiola

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