Mario resti a Brescia
il Napoli ai napoletani

Mario Balotelli, nato per caso a Palermo, di fatto bresciano. Leo Messi, la pulce, nato a Rosario, Argentina, ormai spagnolo di adozione. Antonio Cassano, da Bari vecchia a Roma, Madrid, Genova… Sono i campioni che i tifosi del Napoli sognano o hanno sognato. Tutti fuoriclasse e niente da dire, naturalmente, a parte il carattere (ma di caratteri un po’ così dalle nostre parti ce ne intendiamo…) e a parte l’archiviazione di un progetto (difficile e per questo affascinante) che il presidente De Laurentis, giusto all’inizio, aveva accennato: un Napoli di napoletani. Oppure, per esser realisti (e più competitivi) tre o quattro stranieri e il resto italo-napoletani.
Non è solo per fargliela vedere a Umberto Bossi e al federalismo col quale ci minaccia (già, ci minaccia). E non è nemmeno detto (avverto l’obiezione: rintanarsi nelle mura di casa mentre soffia il vento della globalizzazione) che il progetto sia antistorico e, soprattutto, perdente: l’Athletic Bilbao, per dire, squadra basca di soli giocatori baschi, è l’unico club spagnolo – assieme a Real Madrid e Barcellona – a non esser mai retrocesso dalla Liga.
I calciatori – giovani e meno giovani – ci sono, e non sono nemmeno male: da Mirante e Iezzo tra i pali, a Cannavaro, Criscito, Nocerino e Pasquale Foggia tra centro e fasce. E non parliamo dalla metà campo in poi: perché con Palladino, Borriello, Quagliarella, Floro Flores e Di Natale si metterebbe in piedi uno squadrone.
Impossibile? Più che impossibile, improbabile. Ed è un peccato, perché non è affatto detto che ai tifosi il progetto potrebbe non piacere. Se il calcio (anzi: il tifo) è anche ricerca di identità, quale maggiore identificazione è mai possibile se non in una squadra fatta tutta da paisà ?
Pensiamoci. Meglio: ci pensi chi può. Noi napolisti potremmo giusto dare una mano: per esempio, avvelenando il progetto un po’. E proporre, per dire, che se in Lombardia possono fare i maestri solo i nati in Lombardia, allora nelle squadre di Milano possono giocare solo i nati a Milano.
E poi vediamo quanti scudetti vincono ancora i Grandi Presidenti Moratti e Berlusconi…
Federico Geremicca

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