Caro Presidente
lasci stare la politica

Caro presidente De Laurentiis, le voglio raccontare in breve cos’è il San Paolo per noi tifosi. Il San Paolo non è un luogo, non uno stadio o un tempio. Il San Paolo è uno stato d’animo. Qualcosa di trasversale, un denominatore comune per persone che magari più diverse non potrebbero essere, in una città che fa dell’individualità la propria croce e la propria delizia. Il San Paolo è il tormento e l’estasi, un effimero che unisce ed esalta le passioni più di ideali profondi e importanti.
Presidente, io non so se lei, in tribuna d’onore o mentre fa la sua passerella davanti alla curva, ha la reale cognizione di chi ha davanti. Ci sono alcuni che spaccano il centesimo in otto parti, per ritrovarsi là; altri che rinunciano a tre ore in famiglia dopo una settimana di lavoro, altri ancora che percorrono quasi duecento chilometri per vedere la partita. Tutto questo magari per prendersi un mare di collera, come diciamo noi, intossicandosi il sangue per un rigore o un gol in meno. Questi stessi personaggi, uniti da una gioia o da un dolore di entità incomprensibile per la gente comune, che li guarda con infastidita meraviglia per l’enfasi tributata a qualcosa di così superficiale, bevono ogni parola dei loro eroi, lei incluso naturalmente; interpretano con attenzione uno sguardo, un’esitazione durante un’intervista; seguono la loro giornata secondo dopo secondo e i più giovani prendono esempio anche da chi, magari, è tutt’altro che un maestro di vita.
Per loro, per noi, le sue parole sono importanti, Presidente. Molto importanti. Per questo la prego, Presidente, a nome della sua gente, di quelli che l’ascoltano con un’attenzione che, ne sono certo, la lusinga e la responsabilizza: parli di calcio. Non si privi dell’amore di quella parte di noi che ha i suoi pensieri e le sue opinioni, e gli piace immaginare di condividerle con i suoi beniamini. Parli di calcio, e lasci stare il resto: ci interessano la sua passione, il suo impegno, il trasporto che mette nelle sue iniziative. Parli di calcio, continui a esprimere le sue brillanti e innovative idee, perché lì riconosciamo la sua autorevolezza. Parli di calcio, e noi l’ascolteremo. Ma lasci stare il resto. (tratto dal Corriere del Mezzogiorno del 27 marzo)
Maurizio De Giovanni

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