
Reja: «De Laurentiis è un visionario, ha una naturale freddezza a maneggiare il pericolo e ad affrontarlo»
Alla Gazzetta: «I due scudetti in tre campionati rappresentano la dimostrazione dell’esistenza di un progetto di enorme fattura»

Alla Gazzetta: «I due scudetti in tre campionati rappresentano la dimostrazione dell’esistenza di un progetto di enorme fattura»

Alla Gazzetta: «Io sono sempre stato vero, ho sempre detto le cose in faccia. Senza procuratore è più difficile fare carriera»

In conferenza stampa: «Il calcio italiano è sempre affascinante e complesso. È il più difficile da affrontare, quello più preparato tatticamente»

In conferenza stampa: «Fare una pausa a metà stagione non mi piace, però forse concentrare i periodi delle Nazionali sì»

A Sky il portierone del City: «Abbiamo un rapporto speciale. Sul mio telefono ho tutte foto spiritose con lui he fa col mio telefono».

In conferenza: «La Nazionale ha buone chance di qualificarsi al Mondiale. Se fermeranno il campionato, lo faremo anche noi: sarà un vantaggio per gli Azzurri».

A Gq Italia: «Ci sono nove mesi in cui devi stare ferma, il tuo fisico cambia, non sai se riuscirai a tornare a quel livello. La vita dell'atleta? È solitudine, sei sempre sola. Succede che ti abitui e comincia a piacerti»

Il centrocampista spagnolo (ora al Porto) a Tribu di Radio Marca: «Ho cercato ciò che mi si addiceva meglio sportivamente»

In conferenza: «Io mi sono versato molto più olio bollente di quello che mi hanno voluto versare. Ritorno a Firenze? Ho sempre rispettato tutti, non ho debiti morali con nessuno»

Il giornalista che segue l'Atalanta a Radio Crc: «La partita col Napoli si prepara praticamente da sola. Rientrerà anche Scalvini, quindi l’organico è al completo»

A So Foot: «Volevo tirare al posto di Mitrović e non volevo sentire ragioni; Ranieri non mi ha mai perdonato. De Bruyne e Sterling gli avversari più forti che ho affrontato».

Al Mundo Deportivo: «Mi piace l'organizzazione delle persone che lavorano all'Atletico. Dovrei parlare con Simeone per giocare di più, sto aspettando la mia occasione»

A Crc: «Ci aspetta un mese di fuoco a partire dall'Atalanta, agguerrita perché ha cambiato allenatore. Conte mi ha cambiato sicuramente molto sullo spirito di sacrificio»

Al podcast Centrocampo: «Quando pareggiavamo rientrava negli spogliatoi e ci urlava "Non è possibile, dobbiamo vincere e basta!". Noi eravamo abituati, lo faceva anche quando ha smesso di essere capitano»

Durante un evento a Torino: «I presidenti di una volta non ci sono più, mancano gli investimenti. Rischiamo di diventare le prequalifiche della Formula 1 o dei grandi tornei di tennis»

Ad As: «Quando il mio agente mi disse che Florentino Perez mi voleva parlare, non gli credetti. Zidane sarebbe il ct giusto per la Francia. Difficile che farò il tecnico».

A Dazn: «Scudetto? Le tre favorite sono Inter, Napoli e Milan. Gattuso è partito col piede giusto con l'Italia, ma fino ad ora non ha fatto niente. Nico Paz è il giocatore che mi intriga di più».

A L'Equipe: «Il mio mental coach mi aiuta prima delle partite. Ai fischi, preferisco rispondere guardandomi allo specchio e dirmi: "Hai sbagliato, ma ti sei preso la responsabilità"».

Il direttore di Isokinetic a Crc: «Conte sa quello che fa. Più si sta in campo, più ci si fa male, è la più grossa banalità del mondo, ma è così. Anche i tempi di recupero sono fondamentali»

A 1 Football Club: «Conte non lascerà la panchina del Napoli a stagione in corso, ma la sua assenza è stata insolita, soprattutto in un periodo complicato»