Il Napoli passa 1-0 a Cagliari da grande squadra e si chiede: conviene vincere? A Napoli se vinci, vieni dimenticato

Partita sporca ma dominata. Secondo posto in classifica. Gol di McTominay e una riflessione sul murales del Napoli di tutti i tempi. A Napoli i tifosi amano i calciatori che perdono

McTominay Napoli Napoli-Chelsea McTominay padre

Db Milano 11/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Scott McTominay

Il Napoli passa 1-0 a Cagliari da grande squadra e si chiede: conviene vincere? A Napoli se vinci, vieni dimenticato

Le vittorie consecutive passano a quattro. E per una notte il Napoli torna al secondo posto e allunga a più nove sulla Juventus che è quinta. Come previsto, quella di Cagliari è stata una partita ostica e il Napoli l’ha affrontata sia con esperienza sia con la necessaria determinazione agonistica. Altrimenti sarebbe finita diversamente. In un contesto non facile. Minima sofferenza nel finale. La squadra di Conte è tornata anche a chiudere una partita senza subire gol: non accadeva dal 17 gennaio (due mesi fa), Napoli-Sassuolo 1-0.

Ha ragione Conte, c’è molta sottovalutazione nei giudizi di questa stagione del Napoli. È vero che la Champions è stata del tutto insufficiente ma in campionato gli azzurri hanno mantenuto una solidità da grande squadra nonostante tutto quello che è accaduto.

È stato strano giocare il venerdì alle 18.30 ed evidentemente è suonato strano anche per i calciatori che soprattutto nel primo tempo si sono mossi e hanno giocato come se si fossero svegliati da poco. L’inizio, però, è stato da Napoli. Pronti via, gol dopo settanta secondi. Si azione da calcio d’angolo. Con McTominay. Lo scozzese è il vero leader di questa squadra. Si muove accompagnato da un’aura magica. Con fare principesco. Ha cominciato avanzato, vicino a De Bruyne. Poi, nella ripresa Conte lo ha arretrato. E lui ha cambiato spartito senza battere ciglio.

È stata la partita in cui Conte ha rimesso in campo dal primo minuto lo scozzese, De Bruyne e Lobotka. E bene ha fatto. Serviva mestiere. Il Napoli ha segnato solo quel gol ma le da noi odiate statistiche raccontano un dominio totale. Nel possesso palla (67%), nei tiri nello specchio della porta (cinque a zero), nei lunari XGoals (1,77 a 0,35). Il punto è proprio questo. Il Napoli ha creato ma si è divorato un paio di gol. Soprattuttop uno con Politano nella ripresa: De Bruyne lo aveva messo a tu per tu con Caprile.

È stata una di quelle partite sporche ma non nel senso di sofferenza difensiva. Una di quelle partite che non riesci ad addomesticare perché gli avversari hanno comunque corso tantissimo. Adesso ci sarà la sosta fine di mondo per l’Italia di Gattuso e di Gravina. Il Napoli tornerà a Pasquetta contro il Milan.

L’ultimo pensiero è una breve riflessione dopo aver visto gli undici del murales del Napoli di tutti i tempi. Che pare siano stati scelti dai tifosi attraverso un sondaggio alla buona sui social. Degli undici, solo tre hanno vinto qualcosa di importante: Bruscolotti, Careca e Maradona. Gli altri otto, almeno per quel che riguarda Napoli, sono dei magnifici perdenti: Zoff, Ghoulam, Krol, Koulibaly, Juliano, Cavani, Hamsik e Mertens. Alcuni fanno parte senza dubbio della storia del Napoli anche se non hanno vinto, pensiamo soprattutto a Juliano. Ma colpisce che non ci sia nessuno, nemmeno uno dei Napoli che hanno vinto il terzo e il quarto scudetto. Non c’è Osimhen. Non c’è Kvara. Non c’è Kim. Non c’è Lobotka. Non c’è McTominay. Non c’è Di Lorenzo. Ecco, hanno fatto fuori Ciro Ferrara per alto tradimento ma perché lo hanno sostituito con Ghoulam e non con Di Lorenzo che è il capitano dei due scudetti? Non vorremmo che i tifosi del Napoli si innamorassero solo di quelli che perdono. Meglio non pensare a un processo di identificazione.

Fondatore del Napolista, ha scoperto di sentirsi allergico alla faziosità. Sogna di condurre il Bollettino del mare di Radio Rai. E di girare - da regista - un porno intitolato “La costruzione da dietro”. Si è convertito alla famiglia: ha una moglie, due figli, un cane. E tre racchette, ovviamente da tennis.

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