Almeyda (tecnico del Siviglia): “Perché invece di lanciare razzi non investiamo in cibo e istruzione? Viviamo in un mondo egoista”

Il duro sfogo in conferenza: "Ci sono guerre e noi stiamo parlando di una partita; questo significa che non ci importa nulla. Il calcio a quanti dà da mangiare? Socialmente il mondo sta regredendo sotto tutti gli aspetti"

Almeyda

Sevilla's new coach, former Argentina international Matias Almeyda, gestures during his presentation at the Sanchez Pizjuan stadium in Seville on July 8, 2025. (Photo by CRISTINA QUICLER / AFP)

Intervenuto in conferenza stampa per presentare il match di domani contro il Barcellona, l’allenatore del Siviglia, Matias Almeyda, si è lasciato andare a un duro sfogo sull’ipocrisia del mondo del calcio. Le sue parole sono state riprese da Marca.

Le parole di Almeyda

Riporta Marca:

“Il calcio ha qualcosa di molto bello: suscita sentimenti. Per me, se usato correttamente, è un rimedio per molte persone, come per molti di noi. Da questo punto di vista dico: a quanti dà da mangiare?”

Almeyda ha voluto approfondire la sua riflessione:

“Il calcio è il fedele riflesso delle società, per me. Ci sono guerre e noi stiamo parlando di una partita; questo significa che non ci importa nulla. È la parte triste, il business deve andare avanti e ci stiamo rompendo la testa su come sarà la squadra che giocherà. Così passiamo da qualcosa di molto bello a qualcosa di quasi disumano. Se ogni razzo che si lancia costa 50 milioni di euro e poi diciamo che in Africa c’è fame, perché invece di lanciare razzi non portiamo 50 milioni di euro in riso e istruzione? Continuiamo a vivere in un mondo egoista”

“Guardate giornalisti, allenatori, arbitri… è tutto molto separato. Non era così in nessuna parte del mondo e fa parte dello stesso processo per cui c’è una guerra e continuiamo a giocare», concludeva, aggiungendo che, per lui, “socialmente il mondo sta regredendo sotto tutti gli aspetti e siamo tutti parte di questo”.

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