Esplosione di insulti a sfondo razziale in Premier (e non solo). La causa sono le scommesse online

In Premier League undici club su venti sono sponsorizzati da aziende di scommesse. Recentemente anche il tennista Mattia Bellucci ha ricevuto insulti social per una partita persa.

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A sports enthusiast holds a betting slip at a sports betting shop in July 15, 2019 in Nairobi. Kenya's Betting Control and Licence Board announced sweeping restrictions in May 2019, on gambling advertisements, including outright bans on celebrity endorsements and social media promotions, in a blow to the fast-growing gambling industry in East Africa. (Photo by SIMON MAINA / AFP)

Negli ultimi mesi, diversi calciatori di Premier League, tra cui Tolu Arokodare del Wolverhampton, Wesley Fofana del Chelsea, Hannibal Mejbri del Burnley e Romaine Mundle del Sunderland, sono stati bersaglio di messaggi a sfondo razziale sui social spesso collegati a scommesse perse. Un messaggio ad Arokodare, arrivato subito dopo la sconfitta per 1-0 contro il Crystal Palace, accusava l’attaccante di aver “rovinato una scommessa” e conteneva insulti razzisti. Ne scrive Athletic

Secondo dati di Kick It Out, l’associazione anti-razzismo, “le segnalazioni di abusi online in questa stagione sono aumentate del 44% rispetto all’anno scorso, raggiungendo livelli record. L’Uk Football Policing Unit, l’organo di sorveglianza, ha registrato 198 casi che rientrano nei reati d’odio già a metà stagione. Dato vicino ai 212 di tutta la scorsa annata. Spesso, la scintilla degli insulti è proprio la perdita di una scommessa, legando il razzismo online al mondo del gioco d’azzardo, in crescita sia nel Regno Unito che negli Usa”. In uno sport sempre più legato all’industria del gioco d’azzardo negli ultimi vent’anni, è emerso un sottotesto in alcuni insulti razzisti. “Una scommessa persa scatena rabbia contro i giocatori, accompagnata da epiteti razzisti o discriminatori. Secondo uno studio riportato dal Sports Business Journal, negli Stati Uniti sono state piazzate scommesse sportive per 150 miliardi di dollari nell’arco dell’anno”.

Un caso emblematico è quello di Harry Dunbar. Arrestato per aver inviato insulti razzisti a Christopher Wreh del Tamworth dopo una scommessa persa su una partita di FA Cup. Dunbar ha ricevuto un divieto di tre anni dall’accesso a partite professionistiche nel Regno Unito. Il primo esempio chiaro di collegamento tra scommesse e abuso razzista online.

Oggi il calcio è sempre più legato al gioco d’azzardo. “11 dei 20 club di Premier League hanno sponsor principali di scommesse, e milioni di messaggi pubblicitari compaiono ogni weekend sui social, tv e radio. L’aumento delle scommesse crea nuove pressioni sugli atleti. Diventano bersaglio di abusi istantanei dopo qualsiasi errore in campo”.

“Uno studio dell’Università di Bristol ha rilevato 27.440 messaggi pubblicitari legati al gioco d’azzardo solo nel primo weekend di questa stagione della Premier League. Questo tra tv, radio e social media. Un sondaggio YouGov di gennaio 2024 mostrava che il 67% dei tifosi di calcio nel Regno Unito aveva effettuato almeno una scommessa sul proprio sport. Il 14% puntava almeno 100 sterline al mese”.

Non solo i calciatori: anche tennisti come Elina Svitolina e Katie Boulter hanno denunciato abusi online legati a perdite di scommesse. Esperti come Vidhya Ramalingam di Moonshot sottolineano come le minacce online siano ora più veloci, numerose e coordinate che mai. In Italia Mattia Bellucci ha subito una feroce ondata social con polemiche e insulti dopo l’ultima sconfitta, avvenuta nel match a Delray Beach contro Miomir Kecmanovic. I club e le piattaforme social stanno cercando di proteggere gli sportivi, ma la combinazione tra popolarità dello sport e diffusione del gioco d’azzardo ha reso gli abusi razzisti online un problema sempre più difficile da contrastare.

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