Paratici: “Plusvalenze? Mi sono vergognato di dovermi difendere. Perché devo difendermi da qualcosa che non ho fatto?”
Conferenza da nuovo ds della Fiorentina: "Nessuno di noi alla Juve è stato condannato per valori artificiali, ma per un principio contabile e di bilancio mai stato utilizzato né prima né dopo."

Db Ferrara 13/04/2019 - campionato di calcio serie A / Spal-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Fabio Paratici
Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo della Fiorentina, si è così presentato in conferenza stampa. L’ex Juve ha approfittato per dire la sua sullo scandalo plusvalenze che portò alla sua squalifica di 2 anni e mezzo.
Le parole di Paratici
Cosa l’ha spinta ad accettare la Fiorentina?
“Intanto ho scelto di venire alla Fiorentina il 15-16 di Dicembre e la Fiorentina aveva 6 punti. Mi sono incontrato con Alessandor, una situazione che poteva sembrare incosciente invece era solo coraggiosa. Uno incosciente non sa quel che fa, il coraggioso valuta bene le sue scelte. La Fiorentina ha una proprietà serissima, un’infrastruttura unica al mondo, una città che è un brand internazionale unico al mondo che dobbiamo rispettare. Una grande sfida visto che Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, ma oggi dobbiamo accettare che per i prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carroarmato e salvarci. Non vedo perché dovremmo farlo in un mese se ci abbiamo messo 6 mesi per uscire dalla zona retrocessione, anche l’ambiente deve capire che sarà lunga.”
Cosa porterà alla Viola?
“Intanto credo che quando una persona va in un club bisogna rispettare il Dna del club, le mie esperienze contano ma prima devo rispettare il Dna della Fiorentina e del club. Le mie esperienze partono dalla Sampdoria, club a cui sono legato. Tutte le esperienze me le porto nel cuore e non le rinnego, non lo farò nemmeno un domani con la Fiorentina. Le mie esperienze mi hanno portato a credere nel metodo di lavoro. Essere organizzati, seri e leali, questo è il metodo che abbiamo portato avanti negli anni e ricreare anche qua.”
Il suo contratto ha una clausola rescissoria in caso di retrocessione?
“Talmente lontano dal mio essere questa domanda. Ho firmato 4 anni e mezzo quando il club aveva 6 punti. Non c’è nessuna clausola e resto anche in caso di Serie B. Grazie di avermi fatto rispondere ma è una cosa lontana da me.”
Cosa le ha detto Commisso per convincerla?
“Rocco non mi doveva convincere a venire qua, ero io a dover convincere lui. Una persona di uno spessore così devo essere io a convincerlo. Il Dna del club è quello della bellezza che portate a giro per il mondo e la Fiorentina deve portare questa bellezza. Mi piace l’alto livello di critica, sono abituato alle pressioni, mi stimolano e mi fanno rendere meglio. Io ho parlato con Presidente e Alessandro. Prima ho parlato con Ferrari e quando ho parlato con Rocco ero già convinto, dovevo dimostrare io di essere affidabile e capace.”
Il suo obiettivo?
“Io mi immagino una Fiorentina che si costruisce piano piano. A oggi dobbiamo essere realisti e stare sul pezzo per uscirne fuori da una situazione in cui non usciremo in un mese. La Fiorentina del futuro me la immagino attrattiva, bella da vedere, stimolante per tifosi e opinione pubblica, aggressiva e internazionale.”
Sulle aspettative di Firenze
“Non è sfida il fatto di essere ex Juventino, ho tante aspettative su me stesso che quelle degli altri sono niente verso di me. Ho tante aspettative di non tradire la fiducia dei miei proprietari.”
Come vede la Fiorentina?
“Il calcio è molto dinamico e si muove velocemente, come la moda per esempio. Oggi va uno stile di gioco, domani magari è cambiato. Bisogna aggiornarsi, anche i club cambiano: a volte c’è l’Udinese, oggi l’Atalanta e il Bologna. Bisogna fare i complimenti a queste società e ai loro modelli. Anche noi cercheremo di avere il nostro modello, non scimmiottare nessuno e arrivare ai risultati.”
Sul mercato
“Quando non sei all’interno del club ho imparato a non chiacchierare troppo. Durante il mercato non ero qui e ognuno di noi ha fatto il massimo di quello che poteva fare. In quel frangente tutti non dormono le notti per capire che cosa vogliono fare, l’errore spesso viene dopo ed è una scelta che, se contestualizzata, era giusta. Per questo non voglio commentare il mercato.”
Su Vanoli
“Ho parlato con Vanoli, lo conosco da un po’, ho seguito il suo lavoro e so come allena, uno molto energico e preparato. Lo conosco bene e lo stimo molto. La squadra gioca e fa. Le statistiche sono positive e ho fiducia in lui e nel suo staff.”
Sul suo metodo di lavoro
“Io sono cresciuto facendo questo lavoro con tre esempi: Corvino, Sabatini e Rino Foschi. Hanno il mio rispetto e mi fa piacere dirlo. Il metodo di lavoro è quello che va oltre l’acquistare i calciatori. Vogliamo essere più internazionali e svilupperemo altre aree di lavoro che dovrò coordinare e dare dignità lavorativa.”
Che tipo di rapporto instaurerà con la società?
“Questo è il ventiduesimo anno in cui faccio questo mestiere, ho lavorato con diversi modelli. Per quello che farò in Fiorentina ho chiesto di occuparmi dell’area sportiva e di rifarmi a Ferrari. Joseph mi piacerebbe potesse stare più tra di noi, ma ha altro da fare.”
Come aiuterà la squadra?
“L’allenatore è il Re Leone degli spogliatoi, noi siamo qua per aiutarlo e non per sostituirlo. Una società che non dà alibi a nessuno: paga puntualmente, ci alleniamo a cinque stelle, mangiamo a cinque stelle e viaggiamo a cinque stelle.”
Su Goretti
“Goretti ha tutta la mia stima per quello che ha fatto e per come si è formato. Sarà il mio braccio destro. Giani farà il capo scout e Moreno Zebi il capo dell’area prestiti. Questo è il mio team di lavoro.”
Perché ha accettato una squadra in questa situazione?
“La Fiorentina non vale la Serie B. Salvarsi è il minimo necessario. Io chiedo autonomia per valutare le persone e creare un modello. Non dall’alto del curriculum, ma dalla ragionevolezza. Ho trovato uno staff preparato, mi sono portato dietro solo Giani”
Sulla squalifica e la questione plusvalenze
“A me non era mai successo, quindi posso dire di essere una persona migliore adesso. In più in quel periodo ero all’estero, è stata una difficoltà incredibile ma, come detto, sono una persona migliore e più strutturata. Per quanto riguarda errori o leggerezze, nessuno di noi alla Juventus è stato condannato per valori artificiali o cose del genere, bensì per un principio contabile e di bilancio, mai stato utilizzato né prima né dopo. Poi, come già detto, mi sono vergognato di dovermi difendere. Se non hai commesso, o non senti di aver commesso niente, ti viene quasi da vergognarti. Perché devo difendermi da qualcosa che non ho fatto? Ma ripeto, è stato un percorso complicato che mi ha reso una persona migliore”.
Su Fagioli
“Fagioli è un patrimonio del calcio italiano. Ha qualità che hanno in pochissimi. Deve aggiungere cattiveria e voglia di essere numero uno.”
Perchè è tornato in Italia?
“Dell’Italia mancavano il meteo e la pasta. La Premier è l’Nba del calcio, ma sentivo la voglia di competere qui.”
Secondo lei perché la Fiorentina è in questa situazione?
“Quando guardavo la Fiorentina da fuori facevo fatica a trovare spiegazioni. C’è qualcosa che non si è incastrato. Serve creare un ambiente positivo. Tra due mesi sarà tutto più chiaro”











