Il Guardian: “La mafia su Milano-Cortina: il problema non è la trasparenza degli appalti, sono le deroghe per fare presto”
"È quello il buco nero”. Nel 2024 “sono stati adottati 50 provvedimenti interdittivi antimafia” nella sola Lombardia. “Ma siamo anche il Paese dell'antimafia”

(FILES) Milo (R) and Tina, the mascots of the Milano Cortina Olympic and Paralympic Games stand on stage in Cortina d'Ampezzo before the last torch relay of the Olympic flame in the city, on January 26, 2026. (Photo by Odd ANDERSEN / AFP)
Il Guardian: “La mafia su Milano-Cortina: il problema non è la trasparenza degli appalti, sono le deroghe per fare presto”
Quando tre fratelli ultras degli Irriducibili della Lazio sono stati beccati – cercavano di “pigliasse” Cortina come in Romanzo Criminale – è rispuntata sui giornali la punta dell’iceberg: la mafia che ha provato – e chissà in quanti casi è riuscita – a fare affari d’oro sul prossimo grande evento italiano, le Olimpiadi invernali. Il Guardian racconta con dovizia di particolari il metodo Italia: ovvero l’eterna lotta tra la trasparenza e il buco nero delle deroghe.
“Secondo la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) del governo italiano, il 38% di tutte le misure antimafia adottate in Italia nel 2024 riguardava il settore delle costruzioni, quando circa 200 cantieri di lavori pubblici sono stati indagati per sospetta infiltrazione della criminalità organizzata. L’ultimo grande evento tenutosi a Milano, l’Esposizione Universale del 2015, è stato macchiato dalla corruzione negli appalti di costruzione . L’Expo è costato 2,6 miliardi di euro (2,25 miliardi di sterline). Il conto per le Olimpiadi invernali ammonta a ben più del doppio”.
“La Dia ha inoltre segnalato al Parlamento che “le Olimpiadi invernali rappresentano un evento significativo… per le organizzazioni criminali interessate a insinuarsi nelle procedure di aggiudicazione degli appalti”. Nel 2024 “sono stati adottati 50 provvedimenti interdittivi antimafia” nella sola Lombardia. Uno è stato emesso nei confronti di un’impresa edile impegnata nella realizzazione di un parcheggio interrato incluso nel “Piano di intervento per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026”, dopo che “sono stati riscontrati rapporti personali e professionali tra gli amministratori dell’impresa e appartenenti a diverse cosche di ‘ndrangheta”.
“Se l’Italia ha problemi, ha anche soluzioni – continua il Guardian – “È un po’ un circolo vizioso”, afferma Leonardo Ferrante, membro del direttivo nazionale dell’organizzazione antimafia Libera. “L’Italia è conosciuta come il Paese della mafia, ma dovrebbe essere conosciuta anche come il Paese del movimento antimafia”.
“In Italia abbiamo leggi severe sulla trasparenza, ma abbiamo molte eccezioni, e una di queste sono le Olimpiadi e le Paralimpiadi”, dice invece la collega di Ferrante, Elisa Orlando: “È un problema molto italiano. Lo abbiamo visto in altri mega-eventi, come l’Esposizione Universale di Milano 10 anni fa. Ci troviamo in una situazione in cui diventa un’emergenza. Dobbiamo consegnare prima della data di apertura dell’evento e questo prevede deroghe, non solo alla trasparenza, ma a volte anche alle procedure negli appalti pubblici”.
Un’intera tranche del progetto olimpico è in mano ad aziende private. “La Fondazione Milano Cortina è il buco nero della trasparenza”.









