Suicidio danese per il Napoli: è una stagione nata storta e continua ad essere tale
Era una partita finita, chiusa. Si doveva segnare il secondo gol e andare via. Invece la stagione di Buongiorno segna un altro errore fatale

FC Copenhagen's Swedish forward #11 Jordan Larsson and Napoli's Brazilian defender #05 Juan Jesus vie for the ball during the UEFA Champions League, league Phase - day 7 football match between FC Copenhaben and SSC Napoli in Copenhagen, Denmark, on January 20, 2026. (Photo by Liselotte Sabroe / Ritzau Scanpix / AFP) / Denmark OUT
Suicidio danese per il Napoli. L’impresa è stata quella di far pareggiare una squadra nettamente inferiore in dieci uomini. Dopo il controllo totale, l’espulsione e il vantaggio del primo tempo nella ripresa la squadra cala a livello mentale. La frittata di Buongiorno regala un rigore al Copenaghen che pareggia senza nemmeno aver tirato in porta. Il gennaio dei pareggi sta diventando un thriller da bordocampo.
Nel primo tempo la gara mostra subito il divario tecnico tra le due squadre. Il Napoli rimaneggiato è padrone del campo e mancano i centimetri. Prima Hojlund con un tiro teso a giro fuori di un soffio, poi Vergara che lavora benissimo un pallone al limite e il suo diagonale esce di pochissimo. Poi è Di Lorenzo che in area ha un pallone d’oro ma di piatto tira centrale e il portiere danese respinge. L’episodio che cambia la gara arriva al 35°. Delaney perde la testa e calcia sul polpaccio Lobotka con i tacchetti: rosso e Copenaghen 10. Passano pochi minuti e McTominay di testa gira all’incrocio per il vantaggio azzurro.
Nel secondo tempo il Napoli continua a tenere palla e possesso ma con un ritmo più lento. Dopo l’ora di gioco entra anche Lang per dare nuova imprevedibilità. Alcune sortite portano ad alcune azioni dove manca l’ultimo passaggio. Poi al 70° il patatrac di Buongiorno che commette fallo da rigore ingenuo: Larson tira, Vanja respinge ma sui piedi del danese che ribadisce in rete. Con Lucca e Ambrosino Conte prova un 4-2-4 da assedio finale. Proprio l’attaccante con le valigie si mangia un gol a pochi metri dalla parte ciabattando fuori, poco prima Olivera di testa trova le dita del portiere danese.
Era una partita finita, chiusa. Si doveva segnare il secondo gol e andare via. Invece la stagione di Buongiorno segna un altro errore fatale con un ingenuo fallo da rigore. Nel secondo tempo è mancata la stessa cattiveria del primo e, forse, la voglia di tirare un po’ i remi e le energie in barca dentro questa emergenza. Nel finale Lucca si mangia un gol che fa capire perché se permette di muovere il mercato in entrata è meglio che vada via. Meglio Lang che in campo è entrato meglio e che mostra più limiti mentali che tecnico-tattici. Per il momento il Napoli è ancora dentro ma, come per lo scudetto 2025, sarà la partita finale contro il campioni del mondo del Chelsea ad essere decisiva. È una stagione nata storta e continua ad essere tale: Antonio Conte con questa squadra (e il recupero degli infortunati) ha tutte le carte in regola per raddrizzarla.











