Lutto al Napolista, addio a Vittorio d’Esposito: una vita per la passione politica, fanfaniano. Mai gavianeo

Papà di Fabrizio. E del compianto Giancarlo. Uomo vulcanico, animato da passione politica, di un'intelligenza viva ed effervescente. Consigliere comunale a Piano di Sorrento dal 1967 agli anni Novanta

La fotografia è tratta dalla pagina Facebook di Antonino Siniscalchi

È scomparso Vittorio d’Esposito, figura di spicco della vita politica di Piano di Sorrento. Papà di Fabrizio capo del politico del Fatto quotidiano e fondatore del Napolista. Il Napolista si stringe attorno a Fabrizio, Maria Elena e al piccolo Diego Maria. 

Uomo vulcanico, animato da passione politica, di un’intelligenza viva ed effervescente che si rifletteva nel suo sguardo sempre attento a cogliere i dettagli. Una miniera di aneddoti politici. Conversare con lui era l’immersione in un mondo ormai in dissolvenza, quello della passione politica.

Prendiamo in prestito qualche frase dal ricordo che ne fa su Facebook Antonino Siniscalchi:

“Un uomo radicato nella sua terra, nella politica come nella professione, capace di attraversare decenni di storia locale lasciando un segno riconoscibile e coerente. La scomparsa di Vittorio d’Esposito riporta alla memoria una figura centrale della vita pubblica di Piano di Sorrento e, insieme, il profilo di un protagonista coerente con le proprie scelte amministrative, determinante di una stagione politica ormai consegnata alla storia (…).

Imprenditore edile per vocazione e per tradizione familiare, Vittorio d’Esposito seguì le orme del padre Giovanni, capostipite di una dinastia di costruttori che, insieme ai fratelli, Giosué, Raffaele e Mario, contribuì allo sviluppo urbanistico di Piano di Sorrento.

Cresciuto politicamente nella Democrazia Cristiana, Vittorio d’Esposito rimase sempre fedele a quell’area culturale che si riconosceva in Amintore Fanfani, senza mai aderire al filone gavianeo radicato sul territorio: la sua casa, infatti, fu quella fanfaniana, coerente e riconoscibile. Emblematica la vittoria contro la lista della Democrazia Cristiana in una fase cruciale della vita amministrativa cittadina, segno di un consenso personale forte e radicato negli anni di tangentopoli che portarono con la lista Insieme per Piano alla elezione di Vincenzo Nastro alla guida di Piano di Sorrento, metà anni Novanta.

L’impegno amministrativo in Consiglio comunale a Piano di Sorrento parte dal 1967, raccogliendo anche un’eredità familiare importante: il suocero sindaco di Piano di Sorrento. Da allora, la sua presenza nelle istituzioni fu pressoché ininterrotta. Consigliere comunale dal 1967 agli anni Novanta, assessore con esperienze condivise con altri gruppi politici di Piano di Sorrento, Vittorio d’Esposito attraversò la grande trasformazione della politica italiana.

Nel 1983, con la scissione dalla Democrazia Cristiana, fu tra coloro che diedero vita al Partito Repubblicano a Piano di Sorrento, confermando una capacità di scelta autonoma e mai opportunistica.

Alla fine degli anni Novanta, il testimone passò idealmente al compianto figlio Giancarlo, subentrato in Consiglio comunale, a conferma di una tradizione di impegno pubblico che ha segnato più generazioni della famiglia d’Esposito. Oggi rimane il ricordo di un grande personaggio della storia locale: un uomo che ha saputo essere imprenditore, amministratore e cittadino, sempre con discrezione, rigore e profondo amore per Piano di Sorrento.

Cordoglio espresso dal Comune di Piano di Sorrento e dall’Arciconfraternita Morte e Orazione, il saluto terreno a Vittorio d’Esposito, domani mattina alle ore 10 nella Basilica di San Michele Arcangelo. Lo piangono la moglie Lucia con Alessandro e Ettore, il figlio Fabrizio con Maria Elena e Diego Maria, la nuora Raffaella con Rosellina e Vittoria, la sorella Giovanna, i fratelli Elio e Mario”.

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