Sinner l’anti-bamboccione, a 15 anni si incordava le racchette da solo per risparmiare (VIDEO)

Un vecchio servizio di Supertennis tv, quando era un talento fuorisede a Bordighera con Piatti. Da far vedere a tutti i genitori

Musetti

Italy’s Jannik Sinner reacts after defeating Italy’s Lorenzo Musetti during their men's singles quarterfinal tennis match on day eleven of the US Open tennis tournament at the USTA Billie Jean King National Tennis Center in New York City, on September 3, 2025. (Photo by CHARLY TRIBALLEAU / AFP)

È stato ragazzino e spiantato pure Jannik Sinner. C’è stato un periodo – già raccontatissimo, per la verità – in cui l’attuale numero 1-2 del mondo del tennis era talento puro e poco altro. Aveva 15 anni, si allenava a Bordighera con Piatti e faceva la vita dell’atleta fuori sede. Supertennis ha pubblicato sui social un servizio di allora: Sinner gli apre le porte di casa dove vive in condivisione con altre due ragazzini, mostra la sua stanza, il cucinino abitabile, il letto “pure comodo”, e la scrivania “dove a volte scrivo gli allenamenti, anche cose di scuole. I libri sono lì, sotto il tennis”.

È un video della categoria “da mostrare in tutte le scuole”, ma soprattutto a moltissimi genitori. Ad un certo punto fa vedere alla giornalista la macchina per incordare che ha sul bancone della stanzetta: “Mi sono reso conto che spendevo un po’ troppo solo per le racchette. Ho guardato su internet e ho trovato questa macchina che costa anche 6-700 euro ma alla fine se incordi due racchette al giorno spendi molto meno”.

“Se guardo fuori da casa mia ci sono le montagne, qui non ci sono. A casa si sta meglio, non devi cucinare, non devi fare la spesa. Ma piano piano faccio 18 anni, quindi è normale…”, dice ad un certo punto. Il resto della storia è risaputa: quando perdeva chiamava a casa e la mamma al telefono non perdeva tempo in moine: “Ora vado che ho da lavorare”. Il contesto era quello.

Una piccola lezioncina per tutti i “genitori curling”, che spazzando via gli ostacoli dal cammino che percorrono i figli pensano di fargli un favore.

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