A Colomba, che ha vissuto di calcio, il calcio non manca. Il calcio manca a chi grazie al calcio ha uno stipendio a fine mese. Lo scriviamo noi. E vogliono far passare la loro per una battaglia di libertà. È invece una legittima battaglia di sindacale. Hanno paura di non avere più soldi a fine mese. Tutto qua.
Scrive Colomba:
Oggi è un calcio più parlato (e da troppi) che giocato, si ragiona solo con la calcolatrice in mano, sempre meno gioco e sempre più finanza, il “merito” sempre dopo il Dio denaro. In questi giorni ho riletto il libro di Allegri, mi ritrovo completamente con la sua interpretazione del ruolo di tecnico, troppo spesso legato a futurismi improbabili che ne cancellano la concretezza a vantaggio della fumosità.
E ancora:
Chi gestirà il calcio in futuro deve capire che si deve “riumanizzare” questo sport, recuperarne i valori, riavvicinarlo alle persone. Credo che questo mondo debba darsi una regolata, essere capace di camminare da solo, ridurre i costi, lavorare meglio sui giovani, puntare meno sui calciatori stranieri. In sintesi, meno esaltazione e più passione, meno dipendenza dal progetto televisivo che lo tiene in scacco, che lo fa sì incassare (e spendere), ma purtroppo fino a quando può e vuole lui. Altrimenti un bel giorno ci si sveglia e si scopre che per far crollare questo mondo dorato basta uno straccio di virus che in poco tempo azzera tutto quanto.
