Vigilia di campionato per l’Inter e il tecnico torna a parlare di rosa corta: “Fino ad adesso l’Inter deve essere considerata una bella sorpresa”

Ha appena finito la rassegna stampa della gloria europea che è già campionato. E Antonio Conte sa come si rimettono i piedi a terra. Ormai è un refrain per questa stagione: la rosa corta, povera Inter. Dice che i nerazzurri sono gli unici ad aver “dovuto” sostituire giocatori, non come le avversarie che hanno “aggiunto”. Poi però gli chiedono se gli possa servire Gabigol e lui rifiuta. “Non lo considero un mio giocatore”.
Alla vigilia del match con la Spal il tecnico senza fatica definisce la sua squadra “la sorpresa” dell’anno:
“Io ho sempre sottolineato il fatto che l’Inter a differenza di cinque o sei squadre ha sostituito giocatori, altri invece hanno aggiunto giocatori in rose già di una certa importanza. Questa per noi è la maggiore sorpresa. Abbiamo dovuto sostituire tre giocatori importanti per l’Inter, cosa che non ha fatto nessuna delle altre squadre. Tutte hanno aggiunto e nessuno ha venduto pezzi importanti della propria rosa. Noi abbiamo sostituito tre giocatori considerati importanti e questo deve sorprendere. Alla luce di quello che questi giocatori stanno facendo nelle altre squadre siamo molto contenti, ora aspettiamo anche un ritorno economico. Siamo contenti per tutto quello che sta accadendo, ma pensiamo a noi. Fino ad adesso l’Inter deve essere considerata una bella sorpresa. Gli altri hanno aggiunto, noi abbiamo sostituito. Questa cosa mi sembra troppo sottovalutata”.
Una delle tre “sostituzioni” è stata Lukaku per Icardi. Che con un Lautaro fa una coppia di… “giganti”.
“La squadra è cresciuta sotto tanti punti di vista. Inevitabilmente in copertina poi ci va chi finalizza, in questo caso i nostri due attaccanti, ma la crescita è avvenuta per tutta la squadra sotto ogni punto di vista. Sono cresciuti molto. Anche prima dello Slavia dissi che la squadra era una squadra diversa rispetto all’andata e che i nostri due attaccanti, che all’epoca furono disintegrati, erano due giocatori completamente diversi. Stanno lavorando e hanno imparato a capire in che posizioni stare. Stanno lavorando tanto per sfruttare le loro caratteristiche. Sono due giocatori moderni che possono fare sia la prima che la seconda punta. Merito loro che stanno migliorando, ma è giusto considerare che il gol è solo la parte finale di un’azione. C’è ancora tanto da lavorare e da migliorare”.
Ci sarebbe Gabigol.
“Ha già parlato il direttore Marotta prima della gara con lo Slavia, credo che la società abbia le idee molto chiare sotto questo punto di vista. Sono felice per Gabigol ma a me piace parlare dei miei giocatori, lui non lo considero un mio giocatore. Parlarne sarebbe una mancanza di rispetto per i miei giocatori e anche per il Flamengo”
Cosa significa la vittoria a Praga?
“Il nostro percorso in Champions è sempre stato a petto in fuori, anche quando abbiamo perso lo abbiamo fatto sempre a testa alta. Il fatto di essere riusciti a riportare dalla nostra parte la situazione in Champions ci deve portare entusiasmo positivo, ma non entusiasmo folle. L’entusiasmo folle ti fa tralasciare tutto ciò che poi porta ad aspetti positivi. Noi invece dobbiamo continuare ad avere voglia e cattiveria per vincere le partite, così come stiamo facendo in quest’ultimo periodo. Contro Verona, Torino e Slavia abbiamo dimostrato di avere più voglia dei nostri avversari”.
L’Inter punta allo scudetto, o no?
“Il fatto che ci sia empatia e entusiasmo tra di noi è molto importante perché si respira un’aria positiva, c’è grande fiducia a prescindere dalle difficoltà. Se voglio cogliere un aspetto positivo dalle difficoltà che ci sono capitate in questo periodo è il fatto che il gruppo in questo modo si è cementato ancora di più. Grazie a tutte queste assenze il gruppo ha capito che solo tutti insieme, avendo fiducia gli uni negli altri, si può riuscire a creare qualcosa di bello. Non vuol dire che si debba vincere per forza. Siamo ancora a un terzo del campionato, stiamo facendo delle belle cose, ma è molto presto per tirare le somme. Cerchiamo di dare ancora il massimo come stiamo facendo fino ad ora. Poi ci sarà un momento in cui ci guarderemo in faccia e se ci saranno cose da dirci ce le diremo”
E poi domani ci sarebbe la Spal.
“Dopo partite importanti come quella contro lo Slavia Praga è inevitabile che può subentrare una forma di appagamento. Questo non deve avvenire, se dovesse accadere sarei molto deluso. Stiamo affrontando un percorso di crescita e dobbiamo dare risposte sotto tutti i punti di vista. La Spal rappresenta un ostacolo duro da affrontare, dobbiamo sapere che per noi vincere la partita è fondamentale”