De Laurentiis, ‘ndo vai se non elargisci biglietti gratis ai magistrati che decidevano le nomine
C'è anche Lotito nelle cronache sugli amici di Palamara (Lotti, Ferri e altri magistrati) che decidevano le nomine. Il nostro presidente, invece, è così tristemente ligio alle leggi. Ma dove ci porterà tutta questa onestà?
Lotito e Palamara
Quando vede gli amici del Pd e anche i consiglieri, Palamara decide talvolta di coinvolgere Claudio Lotito. Il presidente della Lazio è a sua volta amico di molti magistrati e politici, partecipa spesso a cene e incontri mondani. Li raggiunge anche a tarda sera. Ma soprattutto è disponibile a regalare biglietti per le partite della sua Lazio. Il 15 maggio, in occasione della finale della Coppa Italia contro l’Atalanta, in tribuna all’Olimpico con un biglietto omaggio siede Luigi Spina. A Palamara è legatissimo: è stato lui, in un incontro in piena notte, a rivelargli che la Procura di Perugia lo aveva iscritto nel registro degli indagati per corruzione, ma anche le future mosse del Csm rispetto all’esposto presentato dal pm Stefano Fava contro Pignatone e Ielo.
E’ un estratto dell’articolo del Corriere della Sera a firma Fiorenza Sarzanini. La cronista racconta le riunioni organizzate dal magistrato Luca Palamara per decidere le nomine dei vertici giudiziari. Alle riunioni – racconta Sarzanini – partecipavano i due parlamentari del Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri e cinque consiglieri del Consiglio superiore della magistratura. Palamara (caro a Luciano Moggi), va ricordato, è accusato di corruzione. E in questi incontri, racconta il Corriere, voleva nelle nomine creare il maggior danno possibile al numero due della Procura di Roma quel Paolo Ielo che aveva ai colleghi gli atti che avrebbero potuto accusarlo di corruzione.
E’ in questo scenario sordido che compare Claudio Lotito. Sembra riecheggiare quel melodioso suono da prima repubblica: “A Fra’, che te serve?”. E ce lo immaginiamo girare con i biglietti omaggio. E’ così si gestisce o quantomeno si alliscia il potere. E’ così che si sta al mondo.
Manco i biglietti gratis alle serate coi magistrati che decidono i voti in CSM… Caro De Laurentiis, proprio non ci siamo. Sei fuori dai giri. Dai palazzi.
E il pensiero non può che andare ad Aurelio De Laurentiis così tremendamente grigio, uomo di cinema che magari va a letto presto. Che non sfrutta la sua romanità, lui che abita al centro di Roma. Che li conosce tutti. Che con Lotti ha pure avuto qualche abboccamento politico. Lui che – all’americana – finanziò pubblicamente il Pd di Renzi. Ma come? Non lo sa che non è così che si fa strada? Bisogna fasri trovare nei posti giusti nei momenti giusti. Dove si decidono i giochi. Dove e quando si sceglie chi guiderà la Procura della Repubblica di Roma.
Sta ancora a parlare di leggi, di arretratezza del sistema. Invece di farsi trovare lì con un bel ventaglione di biglietti da piazzare nei posti giusti. Se lo lasci dire, presidente De Laurentiis, non ci siamo. E’ ovvio che poi a Napoli non è amato. Lei oppone sempre la triste realtà dei conti, sceglie sempre le strade dritte. Mai una curva, mai un’insenatura, mai un contromano. Mai un avviso di garanzia. Mai un’aderenza sospetta. Ma come vogliamo mai vincere? Del silenzio di Napoli su questa sua monotonia abbiamo già scritto.
No, caro presidente, non ci siamo. Avremmo preferito leggere il suo nome nell’inchiesta di Fiorenza Sarzanini. Finalmente! Avremmo esclamato. Finalmente il presidente è sceso in campo e ha capito come funziona. E invece lei continua ad annoiarci con questi comportamenti integerrimi che fanno tanto secondo posto.
p.s. AVVISO AI NAVIGANTI, TRATTASI DI ARTICOLO CONTENENTE SARCASMO (NON SI SA MAI)
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