Non sappiamo se preoccupa di più il tracollo del Napoli o il nervosismo tra i calciatori
Il Napoli in piena emergenza regge un tempo, come a Torino. Poi il naufragio. Servirà un altro Napoli per reggere alla Lazio di Gattuso

(L-R) FC Porto's Portuguese defender #52 Martim Fernandes, Napoli's Danish forward #19 Rasmus Hojlund and FC Porto's Polish defender #04 Jakub Piotr Kiwior vie for the ball during the UEFA Champions League 1st round day 4 football match between FC Porto and SSC Napoli at Dragao stadium in Porto on November 4, 2026. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)
Il Napoli in piena emergenza regge un tempo. Poi nella ripresa naufraga sotto i colpi di un Porto ordinato ma non irresistibile. Troppi ruoli rattoppati e la mancanza di una panchina hanno determinato un risultato largo per i lusitani che vincono la prima partita in Champions (come il Venezia in campionato).
Nel primo tempo il Napoli sembra iniziare bene nonostante l’emergenza sulle fasce ma al 10° subisce il gol di testa da calcio d’angolo. Gli azzurri soffrono il ritmo d la pressione e non riescono a imboccare gli spazi che i lusitani lasciano in mezzo. Il Napoli non riesce a uscire con il pressing asfissiante dei portoghesi che tengono sette calciatori nella metà campo azzurra. Poi Hojlund suona la carica con un’azione solitaria da centrocampo ma il tiro deviato esce di un soffio fuori. Al 35° Rrahmani e un minuto dopo McTominay prendono il giallo come Vergara e Anguissa: 4 ammoniti. Dalla punizione Gabri Veiga tira di poco fuori e sul capovolgimento De Bruyne segna ma è in fuorigioco di pochissimo. Il Napoli sale di ritmo, il Porto soffre e dopo 3 tiri consecutivi McTominay trova il gol del pareggio con cui si chiude il primo tempo.

Meret salva due volte la porta nel secondo tempo
Nel secondo tempo come nella prima frazione il Porto parte forte è Meret nel primi sette minuti salva due volte porta. Al 10° è Rahamani a salvare alla disperata su Alberto Costa. Tre minuti dopo McTominay prova dalla distanza per rompere il ritmo lusitano. Al 18° il Porto centra clamorosamente la traversa su un gran tiro di Gabri Veiga che al 25° non sbaglia sull’ennesimo assalto portoghese e il Napoli sulle gambe. Con i nervi gli azzurri provano qualche sortita ma Kiwior ancora su angolo trova il terzo di testa con la stessa modalità della prima rete. Su rigore Samu segna il 4-1 allo scadere.
Per 45 minuti la squadra ha resistito, dato segni di vita e di gioco pareggiando. Poi come a Torino il crollo fisico e mentale nella ripresa dove errori e buchi hanno aperto la strada alla goleada portoghese. Ciò che poi preoccupa visibilmente è il nervosismo in campo, De Bruyne su tutti, con gesti plateali contro Politano e Lucca.
Sabato arriva la Lazio capolista nel momento peggiore. Serve davvero un altro Napoli per reggere il colpo della squadra di Gattuso.