Pagelle – L’allegrismo napoletano è un’intermittenza che sgomenta

Un giorno giochisti, un altro risultatisti, un altro ancora, come a Torino, stanchi e senza idee.

Pagelle – L’allegrismo napoletano è un’intermittenza che sgomenta

Db Torino 01/11/2026 - campionato di calcio serie A / Juventus-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alex Meret

Le pagelle di Juventus-Napoli 2-0, a cura di Fabrizio d’Esposito

MERET. È la festa di tutti i santi ma il Napule va in gita a Torino per la sua vera notte di Halloween. E contro una Giuve modesta assai, spallettianamente parlando, nella ripresa si vedono sedici zombie colorati d’azzurro per una nuova serie di “The Walking Dead” coprodotta da presidente, allenatore e direttore sportivo (insomma le solite cose: la mancata campagna acquisti, gli infortuni, eccetera eccetera). Anche il povero Meret si zombifica, al contrario del primo tempo laddove ha il sostegno di San Palo (a proposito di santi) e poi si allunga sul tiro dell’unico giocatore decente della Giuve di stasera, il bosniaco Alajbegovic. Indi le due pappine della ripresa, in apparenza imparabili. Tuttavia Arcangelo Ferri, imbeccato a sua volta dal grande Luciano Castellini alias il Giaguaro, mi fa notare che nel calcio moderno di oggi la tendenza del portiere è di parare un metro davanti alla porta: questo, anziché di “diminuire” lo specchio della porta, favorirebbe le conclusioni da lunga e media distanza quintuplicando il rischio del portiere di subire gol. I tiracci di Alajbegovic e Boga, gli unici due jolly bianconeri di questa notte, ne sono una conferma – 5

DI LORENZO. Detto che il Napule nel primo tempo riesce a vivacchiare e a fare qualcosa di buono, il Capitano da subito soffre la frequentazione col bosniaco di cui sopra. Stasera la destra, ma anche la sinistra, sono un pantano, a tratti sabbie mobili che risucchiano gli azzurri – 5

RRAHMANI dal 45’. Nel secondo tempo il pressing bianconero è un fastidioso tse-tse che non fa male. Poi i due gol, di cui uno subìto in dieci, e Amir fa parte degli spettatori non paganti che assistono – 5

MARIANUCCI. Nella prima mezzora sventa in talune occasioni sulla coppia ebony and ivory Kolo-Made là davanti, illusorio preludio alla rovinosa caduta che segue. Sulla rete del bosniaco assomiglia a un usciere che aspetta solo il momento di far entrare l’ingannevole ospite, indi l’espulsione – 5

RAFA MARIN. Il rivalutatissimo ispanico sconta le tenebre azzurre di Halloween – 5,5

OLIVERA. L’insostenibile lentezza di Mati sull’assist del kosovaro Zhegrova per il bosniaco – 5

BEUKEMA dal 79’. Non poteva mancare in questa notte di zombie – senza voto

ANGUISSA. Per certi versi il migliore del Napule, se di migliore si può parlare stasera, fino al fatidico uno a zero degli autoctoni. Detto di Marianucci, Zambo fa lo zombie e assiste inerme alla corsa di Alajbegovic che va a segnare – 5,5

GIOVANE dal 79’. Senza voto

DE BRUYNE. In queste prime dieci giornate, la squadra allegriana si è piantata su uno stop and go che provoca rabbia (contro Inter e Roma) o rassegnazione e depressione (stasera). E De Bruyne è in linea con questo trend. Ieri anche per lui giornata di stop – 5

GILMOUR dal 45’. Didascalico – 5,5

McTOMINAY. Il maratoneta fantasma. Il giocatore che fa più chilometri, senza farsi mai vedere – 5

POLITANO. Quel cross per Lucca al 7’, un po’ di affannosi recuperi in difesa e poi cala il buio anche su di lui – 5

VERGARA dal 61’. Entra in modalità Pelè in “Fuga per la vittoria”, per la serie: datemi il pallone e ci penso io. Solo che il Bell’Antonio non è Pelè – 5

LUCCA. Almeno stasera non è l’unico capro espiatorio. Anzi, stava pure per segnare – 5,5

LANG. Tanta, ma tanta ammuina e un gol mangiato al 30’ – 5

ALLEGRI-LANDUCCI. Alla decima giornata (tre prima dell’esonero) il Napule di Garcia aveva 18 punti, con l’Inter a +7. Adesso gli azzurri hanno la metà dei punti della Lazio capolista, altra squadra che non ha fatto la campagna acquisti estiva e ha Gattuso come allenatore. L’allegrismo napoletano è come le lucine natalizie, un’intermittenza che sgomenta, un andamento decisamente grigio da metà classifica, senza contare la Champions: vittoria, sconfitta, sconfitta, vittoria, pareggio, vittoria, sconfitta, pareggio, vittoria, sconfitta. La partita dello Stadium ha messo di fronte due squadrette in lotta per la sopravvivenza, più che per il vertice della classifica. Disperato Allegri, disperato Spalletti. E un dubbio: sicuri che basta ripetere il ritornello “lavorare, lavorare, lavorare” come ha ripetuto Landucci? Un giorno giochisti, un altro risultatisti, un altro ancora, come a Torino, stanchi e senza idee. Domenica c’è la capolista. Altro scontro tra passato e presente. – 5

ARBITRO SOZZA. Lucumì andava cacciato come Marianucci. O forse entrambi non meritavano il rosso – 4

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

ilnapolista.it © Riproduzione riservata