La Fifa paga le tasse americane di Infantino: circa 4 milioni di dollari, decisi in una riunione a Bangkok e mai resi pubblici

Il beneficio è stato approvato nel maggio 2024 da un comitato di tre persone, su proposta di Bruno Chiomento. La Fifa: "Sono state rispettate tutte le leggi applicabili"

La Fifa paga le tasse americane di Infantino: circa 4 milioni di dollari, decisi in una riunione a Bangkok e mai resi pubblici

Mg Miami (Stati Uniti) 11/07/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Norvegia-Inghilterra / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Gianni Infantino

Sulle tasse di Gianni Infantino paga la Fifa. Lo rivela il New York Times con un’inchiesta firmata da Tariq Panja: dopo il trasferimento della residenza da Zurigo a Miami, in vista del Mondiale americano, la federazione internazionale si è fatta carico di tutte le tasse statunitensi del suo presidente fino alla fine del 2026. Secondo le stime del quotidiano, alla fine dei tre anni negli Stati Uniti il conto arriverà a circa 4 milioni di dollari. Infantino, secondo il rapporto annuale della Fifa, guadagna circa 6 milioni di dollari l’anno.

Infantino e le tasse: la riunione di Bangkok

La decisione è stata presa nel maggio 2024 a Bangkok, durante una riunione del comitato di tre persone che stabilisce gli stipendi dei massimi dirigenti. Secondo il New York Times, il via libera è arrivato quasi senza discussione. A proporlo è stato Bruno Chiomento, commercialista svizzero, capo del comitato di governance, conformità e audit della Fifa e amico di Infantino da circa vent’anni.

Il punto più delicato riguarda la trasparenza. Lo statuto della Fifa impone di rendere pubblici i compensi dei dirigenti, ma il beneficio fiscale non compare in nessun documento ufficiale. Tra i consulenti ascoltati c’era anche David Zollinger, avvocato personale di Infantino: alcuni funzionari, scrive il quotidiano americano, avevano segnalato un possibile conflitto di interessi.

Gli altri benefit: case, scorte, viaggi

L’inchiesta elenca altri privilegi. La Fifa spende circa 600mila dollari l’anno per una casa a Miami e un appartamento in Svizzera. Dopo il trasferimento in Florida, Infantino ha vissuto per oltre due anni in una villa da 27 milioni di dollari di proprietà di Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google, che ha confermato di aver ricevuto un affitto a prezzo di mercato. Infantino ha poi sostituito gli autisti della Fifa con una società di sicurezza privata, a 1.300 dollari al giorno per agente.

La Fifa ha risposto al New York Times senza entrare nel merito dell’accordo fiscale:

“Sono stati rispettati tutti i regolamenti e i processi interni della Fifa, e tutte le leggi applicabili. La Fifa garantisce che tutti gli obblighi di rendicontazione e fiscali siano rispettati.”

La federazione aggiunge che i pagamenti all’alta dirigenza sono verificati da un revisore indipendente. Chiomento non ha risposto, Zollinger ha invocato il segreto professionale.

L’inchiesta è l’ultima di una serie della stampa anglosassone su Infantino. Un mese fa il Times aveva scritto che la Fifa gli pagava un doppio stipendio senza dirlo, poi è arrivato lo scontro con la presidente della federazione inglese Debbie Hewitt, che non ha creduto alle sue scuse. In estate erano emerse le trattative per vendere quote dei Mondiali a investitori privati. A marzo Infantino si ricandida alla presidenza, e per ora i voti non sembrano mancargli: l’Asia ha già annunciato che voterà per lui.